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Torino: studente rapinato sul treno e scaraventato sui binari

Diventare rapinatori a 17 anni per avere un cellulare di ultima generazione e addirittura scaraventare un coetaneo sui binari pur di portare a termine il colpo. Può succedere anche questo sui treni della linea Fossano-Torino che ogni giorno riportano a casa decine di studenti stipati nei vagoni come tante sardine. J.L., cittadino marocchino diciassettenne, non è certo un criminale e va regolarmente a scuola, come quasi tutti i ragazzi che viaggiavano sulla sua stessa carrozza. Quando però ha visto M.S. stringere in mano il suo nuovissimo telefonino deve aver perso la testa.Senza pensarci troppo ha staccato il martelletto frangivetro vicino all’allarme antincendio e, brandendolo come un’arma, ha minacciato la sfortunata vittima intimandogli di consegnare l’ambita “preda”. M.S. non ha avuto altra scelta e, dopo qualche iniziale resistenza, ha preferito rinunciare al preziosissimo cellulare e affidarlo al suo aggressore. J.L., però, non era ancora soddisfatto o forse temeva che qualcosa potesse ancora andare storto. Per eliminare il rischio di eventuali ripensamenti e tentativi di reazione, ha invitato il suo coetaneo a scendere dal treno, ma M.S. sembrava non volergli dare retta. Così, quando le porte si sono aperte e il convoglio si è fermato a Racconigi, il giovane extracomunitario lo ha spinto con violenza giù dal vagone, facendolo cadere sui binari. Fortunatamente in quel momento non transitava nessun treno e M.S., 17 anni pure lui, si è rialzato in fretta accusando solo qualche graffio, ma senza ferite o lesioni gravi.Nel frattempo il treno era già ripartito verso Torino e a quel punto M.S. è corso nella vicina stazione dei carabinieri di Racconigi a denunciare l’accaduto. Immediatamente i militari hanno avvertito i colleghi di Carmagnola e una pattuglia si è precipitata alla stazione ad aspettare l’arrivo del regionale. Il capotreno era già stato avvertito e, quando gli uomini dell’Arma sono saliti sul convoglio, hanno avuto tutto il tempo di ispezionare i vagoni. La descrizione del rapinatore era abbastanza precisa e i militari non hanno avuto troppa difficoltà nel riconoscerlo. J.L. è finito in manette con l’accusa di rapina aggravata ed è stato condotto nel centro di prima accoglienza Ferrante Aporti di Torino.Massimo Massenzio

 

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