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Sangue infetto sugli agenti: incubo epatite C in carcere a Torino

Un detenuto dà di matto dopo che gli agenti gli hanno impedito di togliersi la vita. Afferra una caffettiera, cerca di uccidersi sfondandosi il cranio. Il sangue schizza tut­to intorno, investe gli agenti. Sangue infetto – il detenuto è malato di epatite C – e per uno degli uomini della peni­tenziaria è l’inizio dell’incu­bo.

Un incubo già vissuto in passato da altri suoi colleghi che avevano affrontato si­tuazioni analoghe. E che, co­me accaduto in passato, lo costringerà a seguire un pro­gramma di profilassi in ospedale.

Tutto comincia martedì po­meriggio, verso le 15.30. T.P., 43 anni, arrestato per furti e rapine e condannato a scontare una pena che sca­drà nell’autunno del 2018, si trova nel centro diagnosti­co- terapeutico del Lorusso e Cutugno. Una sorta di ospe­dale interno, situato nel blocco “A” del carcere tori­nese.

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