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Crisi e disperazione scatenano la rabbia: istituzioni nel mirino

Crisi e violenza. Un connubio sempre più frequente che rischia di sfociare in gesti incon­sulti contro se stessi o contro gli altri da parte di impiegati, padri di famiglia, imprenditori. Persone insospettabili e con la fedina penale immacolata che di colpo sentono l’irrefrenabi­le impulso di gambizzare il vigile che li ha multati o distruggere con qualche oggetto con­tundente l’ufficio dell’esattore fiscale che ha consegnato loro una cartella troppo salata.

  Casi molto simili a questi, nell’ultimo periodo, sono arrivati sulla scrivania degli operatori di Mediare, un’associazione no profit, con sede a Torino, Collegno e Verbania, che offre servizi di mediazione e ascolto psicologico a titolo gratuito. Dei 1658 colloqui condotti tra il 2011 e il 2012, oltre 400 facevano riferimento alla difficoltà di gestire la propria rabbia nei con­fronti dell’altro.  «Nella stragrande maggioran­za dei casi l’altro era l’amministrazione o de­terminati servizi pubblici, oppure il proprio datore di lavoro o le organizzazioni sindaca­li », spiega Alberto Quattrocolo, presidente dell’associazione. 

L’articolo completo di Carlotta Rocci e tutti gli approfondimenti su CronacaQui in edicola 

 

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