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Ucciso in un maneggio di Givoletto nel 2000: dopo 13 anni si cerca un secondo cadavere

Un uomo ammazzato come un cane nel suo maneggio, la testa fracassata, la carotide tagliata di netto. Tutto intorno, i segni di una lotta violenta cui hanno parteci­pato più persone. Sedie spaccate, tavoli rovesciati, bicchieri rotti e schizzi di sangue ovunque. San­gue che forse non è uscito tutto dallo stesso corpo. Perché le per­sone uccise a Givoletto tredici anni fa – ha messo nero su bianco il giudice Anna Ricci – “verosi­milmente” sono due. Quella tro­vata cadavere, Pino Iarusso, pe­stato selvaggiamente e sgozzato. Ma anche Antonio Lobosco, che per 12 anni si è creduto fosse l’assassino e ora invece la giusti­zia assolve, dichiarandolo mor­to.

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