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Comunali: vince il partito degli astenuti, i grillini dimezzano i consensi

La risacca dello tsunami che due mesi fa aveva sconvolto il bipolarismo perfetto del­la politica italiana lascia sulla battigia un astensionismo senza precedenti e un netto ridimensionamento di quel Movimento 5 Stelle che si era candidato a rottamare i partiti. In provincia di Torino l’affluenza crolla al 62,86%, il peggior dato di tutta la regione. Alle amministrative di cinque anni fa, gli elettori che si erano presentati ai seggi erano stati l’81,39% degli aventi diritto. Una flessione del 18,53%.

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  Dal l’antipolitica militante al partito dell’astensione il passo è breve. Nessuno dei nove comuni chiamati a eleggere il sindaco, infatti, ha migliorato il dato dell’affluenza registrato nella tornata elettorale del 24 e 25 febbraio, quando si votava per il parlamen­to. Orbassano è passata dall’ 83,56% al 65,38%. Ivrea addirittura dal 79,18% al 58,47%: 20,71 punti percentuali in meno. Tanto che le uniche isole felici della provin­cia sembrano essere i comuni di Chialam­berto, con una percentuale dell’82,5% in
 linea con l’89,76% delle politiche, di Roure – 79,74% a fronte dell’87,56% – e Scarma­gno, dove si è raggiunto il 78,22% rispetto all’88,17 di due mesi fa.
  Una fuga dalle urne che comunque ha pena­lizzato più il Movimento 5 Stelle rispetto ai partiti tradizionali. I grillini sono fuori dai giochi, tanto a Ivrea quanto a Orbassano dove tornano a sfidarsi i candidati di Pd e Pdl. Nella città del carnevale, alle 20 di ieri sera la colazione di centrosinistra guidata dal primo cittadino uscente, Carlo Della Pepa, si involava a vincere già al primo turno con il 53,06% dei consensi, seguito dal candidato del centrodestra, Tommaso Gilardini, al 17,91% e dalla coalizione di liste civiche che sosteneva Alberto Tonioli, con il 10,25%. Il candidato del Movimento 5 Stelle, Pierre Blasotta, si doveva addirittura accontentare della quarta piazza, con il 10,21%. Alle politiche, i consensi racconti dalla compagine pentastellata erano il 24,19% del totale, quasi 14 punti percentua­li in più.

  Ancora più marcata la debacle dei grillini a Orbassano, comune per altro confinante con il termovalorizzatore del Gerbido tanto osteggiato dal Movimento. Se a febbraio erano il primo partito con 34,04% dei con­sensi, oggi si devono accontentare di un ben meno clamoroso 18,6%, alle spalle del cen­trosinistra che sosteneva Francesco Bona (alle 20 i consensi erano fermi al 25,6%) e del centrodestra del sindaco uscente Euge­nio Gambetta. Un dimezzamento delle pre­ferenze che i vertici locali del movimento hanno comunque tentato di spiegare con i loro post su Facebook. «Il forte calo di voti del M5S tra le politiche e le amministrative ­scrive il capogruppo pentastellato in Sala Rossa, Vittorio Bertola – è un fenomeno noto da tempo: paghiamo la scarsa notorietà dei nostri candidati e il non avere reti personali consolidate. Tuttavia bisogna ammettere che dopo le politiche qualcosa è andato storto e fare autocritica: non può essere sempre tutta colpa dei giornalisti cattivi».

 

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