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Amico Reporter – Torino, dopo il blitz è tutto come prima: parcheggio in mano al racket

Qualche spicciolo per poter parcheggiare senza il rischio di trovarsi una riga di troppo sulla fiancata. Do­po il blitz del nucleo servizi mirati dei vigili urbani nel piazzale dell’ospedale San Giovanni Bosco è tornata a regnare l’anarchia. Una set­timana dopo gli interventi a tappeto delle forze dell’or­dine i predoni dei parcheg­gi hanno riconquistato il lo­ro “posto di lavoro”. Un rac­ket ripreso con forza come dimostrano le segnalazioni e le foto scattate con perizia dai nostri Amici Reporter.

  Estorsioni e minacce, un bi­nomio che non sembra pro­prio voler passare di moda. Tanti i protagonisti di un copione che va avanti da molti anni. A destra d el l’ospedale, nei pressi d e ll ‘ ingresso del pronto soccorso, si trova il solito gruppetto di italiani che ar­riva anche a minacciare con un giornale tra le mani se l’automobilista cerca di an­darsene senza scucire qual­che moneta. Nel piazzale di sinistra, quello più grande, troviamo nordafricani e zingari che si ritrovano sin dalle prime ore del mattino per dividersi il territorio. Si tratta delle solite facce che da anni seminano il terrore, fiondandosi sull’automobi- lista e agitando le mani in cerca del prossimo malca­pitato da spennare. «Sono sempre gli stessi – racconta Maurizio, l’autore degli scatti -. Si prodigano per trovarti un posto che anche un cieco vedrebbe e poi ti ricattano se provi a non dar loro almeno un euro».

  E anche ieri mattina erano in tanti a custodire quei po­sti auto che per i taglieggia­tori valgono oro. Uomini e donne, alle volte con dei bebè al seguito. Utili per impietosire un anziano o una madre di famiglia. Ai cittadini, come sempre, toc­ca chinare la testa e stare al gioco – se così si può defini­re – per non rischiare di trovare una brutta sorpresa al ritorno. 

 

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