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Torino, miracolo in ospedale: Il bambino folgorato è già tornato a casa

«Guarda Nizar, guarda il sole» . Papà Mati punta il dito verso il cielo, Nizar lo segue con lo sguardo, spalanca gli occhi con un sorriso che vale più di tante parole. Ha nove mesi compiuti proprio venerdì, in quello che probabilmente sarà il giorno più importante della sua vita. Il giorno in cui il miracolo si è avverato, definitivamente. Quello in cui, dopo quattro settimane di angoscia, si può davvero tirare un sospiro di sollievo. Perché Nizar ha rischiato di morire. Folgorato da una scarica elettrica lo scorso 30 aprile, tre arresti cardiaci nel viaggio da casa all’ospedale, nove gior­ni di coma, di ansia e di preghiere. Esaudite.

Venerdì pomeriggio, i medici del Regina Margherita hanno firmato il foglio di dimissioni. E il piccolo Nizar è potuto tornare a casa, accolto da una famiglia che oggi festeggerà con parenti e amici e da quel sole caldo che gli indica papà Mati.

Mati è andato a prenderlo con la mam­ma. E ora lo stringe forte al petto. La cosa più preziosa che ha. « Ringrazio Dio – dice – ringrazio l’Italia. E ringrazio i medici, gli infermieri, tutti quelli che hanno contribuito a salvare la vita a mio figlio » . Un miracolo reso possibile da uomini e donne « speciali anche con noi che abbiamo passato giorni davvero terribili » . Se il miracolo si è compiuto, è merito di molti. A partire da chi ha gestito l’emergenza in quel giorno male­detto. Nizar stava giocando in casa, ha toccato una ciabatta elettrica con una manina ed è rimasto folgorato. « L’a m­bulanza è arrivata velocissima – rico­struisce Mati – e il personale del 118 è stato bravissimo, anche quando al tele­e fono ha guidato mio nipote che gli ha fatto il massaggio cardiaco fino all’i n­tervento dei sanitari » . Poi è partita la corsa verso il Regina Margherita. E durante il tragitto, mentre l’autista cor­reva a sirene spiegate, il cuore di Nizar si è fermato tre volte.

Un caso disperato, era sembrato in un primo momento. « Ma Nizar è forte » , dicono ora mamma papà. E dopo alcuni giorni di coma in Rianimazione, si è svegliato. Trasferito nel reparto Lattanti, ha recuperato gior­no dopo giorno. « Ora sta benissimo ­dice la mamma – non ha riportato nessuna conseguenza » . « E adesso sarà più carico » , dice sorridendo il papà, che finalmente ha ritrovato la voglia di scherzare.

Stefano Tamagnone

 

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