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Ha ospitato i profughi. «Lo Stato non paga» e lui sale su una gru

Drammi di povertà, disperazione che rasenta la follia. Ancora una volta sulla gru. In una rincorsa all’emulazione che si è fatta emergenza. Ieri due uomini hanno sfidato la sorte arrampicandosi in alto, uno di prima mattina in corso Massimo D’Azeglio, il secondo di sera, in via Alfieri, all’angolo con via XX Settembre. Due cittadini stranieri, ma questo poco conta perchè le rivendicazioni sono pressochè identiche a quelle di tutti gli altri che nei giorni scorsi li hanno preceduti. Problemi economici, di lavoro.
Disperazione che nasce da una crisi che non risparmia nessuno, neppure un padre modello. Come l’uomo, un albanese di 49 anni, sposato e papà di due bimbi di 12 e 9, che è salito a trenta metri d’altezza sulla gru che occupa metà del manto stradale di via Alfieri. Ha srotolato uno striscione («sciopero della fame»), ha lanciato dall’alto dei volantini: «Sono due anni che aspetto un rimborso dallo Stato, 46mila euro dalla Prefettura per l’attività di una casa famiglia (Cooperativa Primavera) che ha ospitato i profughi del Nord Africa.  Per tirare avanti ho fatto debiti e non posso più far fronte al mutuo, sono indietro di dieci rate».

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