Cronaca

Bersani-M5S, nulla di fatto

Un esecutivo di cambiamento. No a un governissimo. Il premier incaricato Pier Luigi Bersani espone in diretta streaming la sua proposta ai capigruppo del Movimento 5 Stelle Vito Crimi e Roberta Lombardi. Che però ribadiscono: no alla «fiducia alla cieca», al massimo appoggio sui singoli provvedimenti.

Bersani mette sul piatto punti di programma che stanno a cuore ai Cinque Stelle, ribadendo più volte che quello vuole è un governo di cambiamento. Perché, dice, «voi non siete gli unici a sentirne l’esigenza. Anche la mia forza, io stesso lo voglio». In secondo luogo, il leader del Pd ribadisce il no a governissimi: «Non per preclusione verso la destra – spiega – ma perché altrimenti metteremmo un coperchio politicista su una pentola a pressione che invece richiede cambiamento».

Poi, i punti della proposta. Che si articola su due «registri»: il primo, dedicato ai temi economico-sociali e alla moralizzazione della politica; il secondo, sulle riforme istituzionali.

«Dobbiamo fare qualcosa sull’economia, a partire dall’Europa. Sono europeista ma austerità e recessione ci stanno avvitando» dice Bersani. Che, in concreto, propone: «Pagamenti alla piccola impresa, opere da affidare ai comuni, green economy, norme sul lavoro, pacchetto d’urto sull’emergenza sociale». Poi, altre questioni care ai 5 Stelle: «Una legge che riduca il finanziamento pubblico ai partiti, e non solo», una «terapia d’urto sulla corruzione e norme antimafia», interventi in favore delle donne e delle coppie omosessuali.
A proposito del secondo «registro» – percorribile solo se va in porto il primo, precisa – Bersani propone una «riforma costituzionale per ridurre il numero dei parlamentari, correggere il bicameralismo, superare le province». E indica anche un possibile modo per realizzarla: «Una convenzione, un organismo “a gratis” dove parlamentari ed esponenti della società civile mettano a punto e consegnino un progetto di riforma».

Poi il premier incaricato chiude in modo che lui stesso definisce «accorato»: «Non lasciamo il Paese senza una soluzione. Io sto chiedendo alle forze più prossime di essere responsabili o corresponsabili. Solo un insano di mente potrebbe avere la fregola di mettersi a governare in questo momento. Io mi prendo una responsabilità enorme. Chiedo ad altri di prendersene un pezzettino».

«Ascoltandola mi è sembrato di essere davanti a una puntata di Ballarò – risponde per prima Lombardi -. Sono vent’anni che sentiamo le stesse cose». «Noi , invece, siamo quegli insani di mente, abbiamo un progetto politico». Poi tocca a Crimi: «Sostegno pieno sulle singole proposte condivisibili ma la fiducia in bianco è un atto forte». «Anche su mandato degli elettori, malgrado altre voci dicano che ci stiano spingendo alle responsabilità – aggiunge Crimi – non ce la sentiamo di poterci fidare». E aggiunge: «Con tutta la bontà del suo impegno, gliene diamo atto, noi siamo la generazione che non ha mai visto programmi elettorali realizzati».

Bersani a sua volta, pur affermando di «rispettare» la posizione dei 5 Stelle, precisa che «il momento particolare consentirebbe innovazioni». Che la «fiducia si dà e si toglie e c’è un modo di non darla consentendo». E conclude avvertendo: «Qui purtroppo non è Ballarò, qui è una roba seria. Il rischio è di passare dal “faremo” all'”avremmo potuto fare”».

E sullo scenario complessivo, ribadisce: «Io un governo senza cambiamento non lo faccio perché penso che sarebbe un danno per il mio Paese. Noi saremo dal lato del cambiamento».

 

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