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CronacaQui per Bea: la gara di solidarietà accende la speranza

Una storia che commuove, di quelle che toccano le corde del cuore. E che non può essere ignorata. Così, attorno alla vicenda di Beatrice, la bambina di tre anni che un morbo misterioso ha paralizzato impedendole qualunque tipo di movimento, è partita una gara di solidarietà che ha coinvolto tutta la città. E CronacaQui è ancora una volta in prima linea, pronta a fare la sua parte. Chiedendo ai suoi lettori, che mai hanno negato la loro generosità, di allungare la mano per abbattere il muro che questo morbo senza un perché ha innalzato attorno all’esistenza di Beatrice. Una e-mail, una semplice e-mail per portare conforto e offrire un aiuto concreto a una famiglia che quotidianamente deve combattere per garantire un’esistenza dignitosa alla loro piccola. Una messaggio a bea@cronacaqui.it per accendere la speranza.

Una storia, quella di Beatrice, che CronacaQui ha raccontato per prima e che oggi trova spazio su tutti i media nazionali. Arrivando così nelle stanze delle nostre istituzioni. Ieri mattina, ad esempio, il sindaco di Torino Piero Fassino è intervenuto alla popolare trasmissione di Canale 5 Mattino Cinque garantendo il proprio impegno a favore della piccola e della sua famiglia. «Dobbiamo lavorare per dare un sorriso a Bea» ha assicurato davanti alle telecamere il primo cittadino. Segno tangibile che le istituzioni si sono messe all’opera per affrontare la vicenda che CronacaQui ha raccontato a più riprese. «Il primo contatto che ho avuto è stato con l’assessore regionale Claudia Porchietto – ha spiegato Stefania, la madre della bambina – sono assolutamente contenta dell’aiuto che ci sta arrivando, e soddisfatta delle promesse del nostro sindaco». Proprio l’assessore regionale al Lavoro si è attivata presso l’Agenzia territoriale per la casa per individuare una nuova e più confortevole sistemazione per Beatrice e la sua famiglia.

L’obiettivo è quello di trovare una casa di edilizia convenzionata che sia dotata di un ascensore e di una vasca da bagno. L’incontro decisivo è in programma per la prossima settimana con il presidente di Atc Elvi Rossi. E il caso della piccola Bea è già venuto a conoscenza dell’assore alle politiche sociali del Comune, Elide Tisi: «Ho già sentito la madre della piccola Bea, che avrà una visita in questi giorni per capire se sarà possibile farle avere un’assistenza domiciliare – ha spiegato l’assessore -. La città si farà carico di queste situazioni: di casi di bimbi malati in modo grave ne abbiamo circa 570, di cui circa il 15% sono situazioni gravissime».

 

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