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La procura: “Furchì ha pedinato Musy per sei mesi”

Il presunto attentatore di Alberto Musy  conosceva perfettamente il posizionamento delle telecamere di sorveglianza nelle vie del centro città vicine alla sede dell’associazione, la Magna Graecia (via Garibaldi) e contigue all’abitazione di Musy. Ciò è quanto si evince dall’ordinanza del Tribunale del riesame che ha respinto la richiesta di scarcerazione per Francesco Furchì.

I giudici  hanno affrontato il punto relativo  alla leggera zoppia, la camminata particolare di Furchì e nell’ordinanza hanno citato un’intercettazione della madre del faccendiere, al telefono con un’amica, quest’ultima dubbiosa sul fatto che Furchì avesse una camminata simile all’uomo del video: «No, no… Cammina zoppo», ha risposto la mamma sottovoce, quasi a non voler farsi sentire.

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