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Cronaca

Milano: «Vuoi una casa? Fai sesso con me». Arrestato ispettore

La prassi era talmente antica da essere conside­rata quasi una tradizione di quartiere. Un ” segreto di Pulcinella” che faceva comodo a molti e guada­gnare qualcuno.
Vuoi una casa popolare abusiva? Basta chiedere e pagare. Il pacchetto com­pleto: 2.500 euro.
Le donne, poi, soprattutto quelle giovani e carine, avevano una doppia op­portunità: quella di conce­dere favori sessuali per evitare gli sgomberi.
A Quarto Oggiaro, ieri mattina all’alba, gli agenti del commissariato e gli uomini della Squadra Mo­bile hanno arrestato cin­que persone accusate di gestire il racket delle oc­cupazioni abusive nelle case popolari di via Pasca­rella.
In cima alla piramide, un pubblico funzionario: Marco Veniani, 55 anni, ex ispettore della Gefi, la società che gestiva per conto del Comune gli al­loggi popolari. Scendendo ” di grado”, c’erano due custodi dei palazzi, che facevano da sentinelle quando le case popolari si liberavano. Poi, ancora, un noto pregiudicato del quartiere, che rivestiva il ruolo di informatore e di procacciatore di clienti e infine colui che, material­mente, si occupava di sfondare le porte delle ca­se.
Le indagini andavano avanti da sette mesi e sono state ” accelerate” dalle in­tenzioni di Veniani, che stava preparando la sua fuga per il Brasile proprio con i soldi guadagnati at­traverso il racket.
LA PRATICA
I poliziotti del Commissa­riato Quarto Oggiaro, gui­dati dal dirigente Angelo De Simone, hanno portato alla luce decine e decine di episodi, scoperchiando così un ” modus operandi” più che consolidato.
Per coloro che volevano entrare in possesso illegal­mente di una casa popola­re, aggirando così la gra­duatoria per l’assegnazione, c’era persino un tarif­fario. Il ” pacchetto com­pleto” costava 2.500 euro, e prevedeva la segnalazio­ne delle case libera per un qualsiasi motivo (morte dell’anziano inquilino, sgombero dei vigili), la consegna delle chiavi e l’intervento di un operaio specializzato in caso di forzatura delle porte.
MOLESTIE SESSUALI
Il funzionario pubblico della Gefi, inoltre, è accu­sato di aver chiesto favori sessuali per evitare gli sgomberi degli apparta­menti occupati abusiva­mente. In poche parole, chiedeva alle giovani don­ne rapporti sessuali per non essere cacciate dalla propria casa illegalmente ottenuta. Almeno una de­cina gli episodi accertati. In un caso, fa mettere nero su bianco una delle testi­moni, l’ispettore avrebbe chiesto che gli fossero procurate delle giovani e belle ragazze. In un altro episodio, una delle donne che aveva accettato il compromesso sessuale senza però aver ottenuto la ” protezione” in cambio, gl ie l’aveva rinfacciato pubblicamente davanti a tutti, durante uno sgombe­ro, ricordando ciò che era stata costretta a fare.
« FINITA L’OMERTÀ »
Un’indagine, questa, che è stata resa possibile anche e soprattutto dalla colla­borazione della gente, spronata a farsi avanti dall’associazione Sos Rac­ket e Usura, guidata da Frediano Manzi, grazie al quale fu scoperchiato an­che il racket delle case popolari di via Padre Lui­gi Monti.
« Sembra che il muro dell’omertà dei residenti stia iniziando a romper­si » , ha commentato il diri­gente della Squadra Mobi­le Alessandro Giuliano.

Arianna Giunti

 

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