Il Borghese

I talebani sono tra noi

Un parroco trova in rete un messaggio a tratti delirante, lo stampa e lo affigge in bacheca, tra le pubblicazioni di matrimonio e le raccolte fondi per i poveri. Un magistrato, di fronte ad un’aggressione sessuale trova come unico rimedio, ben prima delle leggi e dei codici, quello di invitare le donne al coprifuoco. Come dire che se non uscite dopo il vespro non vi accadrà nulla. Eppure l’opinione pubblica si inventa addirittura un nuovo reato, il femminicidio, quasi a dimostrare – ma soltanto a parole – una rinnovata attenzione verso i diritti del gentil sesso. Storie e situazioni che stridono in questa Italia piena di contraddizioni. Un Paese che si compiace di essere all’avanguardia e politically correct, ma che tra le mura domestiche usa ancora la cinghia e il manico di scopa a ribadire la superiorità del maschio sulle femmine di casa. Ce lo dicono tristemente le statistiche che altrettanto tristemente non possono che essere la punta di iceberg se è vero che solo poche trovano il coraggio di ribellarsi e di denunciare.

Ogni giorno ai centralini delle associazioni non arriva più di una telefonata con una disperata richiesta di aiuto ma, nell’ombra le violenze crescono e si moltiplicano. Impossibile dire quante siano e stilare un freddo rapporto sulla gravità delle aggressioni che testimoniamo quanto sia orrenda la metamorfosi di un amore che diventa prima possessività e poi violenza. Ma allora chiediamoci perchè una donna che vive l’inferno quotidiano di un marito, di un padre o di un fidanzato diventato aguzzino non trovi la forza di ribellarsi. E forse la risposta sta proprio nelle parole di quel magistrato, o nelle tesi scellerate che quel parroco ha preso in prestito invitando le donne a non provocare con gli abiti e gli sguardi.

C’è di mezzo una cultura che giustifica e ammicca, alla faccia di chi vorrebbe – sempre a parole – una totale parità e un rispetto aritmetico delle quote rosa. Un modo di pensare per il quale picchiare una donna o perseguitarla o è consuetudine o è soltanto amore non corrisposto. E fino a quando non avremo il coraggio di chiamare le cose con il loro nome e di condannarle per la gravità che hanno, tutti noi continueremo ad oltraggiare l’altra metà del cielo. A sentire quel parroco e quel magistrato, prima o poi, inventeremo il nostro burka, magari firmato e scopriremo che i talebani sono anche tra di noi. 

beppe.fossati@cronacaqui.it

 

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