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Torino: giovani coppie sfrattate e disoccupati nella nuova favela accanto al cimitero (video)

Le auto sfrecciano, in corso Regio Parco. E in pochi si accorgono che proprio lì, alle spalle del cimitero Monumentale, sta crescendo una nuova città nascosta. Una favela della disperazione. Casette di legno costruite tra gli arbusti, ma anche semplici teli di nylon che diventano tetti sotto cui dormire.  A mezzogiorno, il telo sopra il ponticello che unisce i due lati del trincerone dell’ex scalo Vanchiglia si muove. Esce Mario, lo chiameremo così, 50 anni, accento del sud Italia, disoccupato. Si asciuga gli occhi, umidi come i vestiti con cui si è coricato la sera prima. Accetta una sigaretta, di raccontare qualcosa di sè. Dice di essere una delle vittime della crisi di cui tutti parlano. «Una crisi che nel mio caso ha colpito molti anni fa, quando ero giovane, e non trovavo lavoro. E trovarlo adesso, a cinquant’anni, sarebbe ancora più difficile». Difficile come vivere qui, dove si mangia poco e male, con i piedi immersi nel fango. I suoi vicini si chiamano Giuliano e Adina. Qui sotto il video con il loro racconto.

 

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