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Alla Continassa un anno dopo il rogo tra paure, ladri di rame e “fantasmi” (video)

Ogni sera Daniel ha paura. Ha paura quando si siede a tavola per cena e sente un rumore. Prova paura quando il rombo del motore di un’automobile rompe il silenzio irreale di quella cascina in periferia. Ha paura che un camion bianco entri all’interno del cortile e dai lati scendano persone inferocite pronte ad incendiarla ancora una volta, come succede nei suoi peggiori incubi.

Perché alla Continassa non è rimasto nemmeno l’eco delle parole del ministro Riccardi. «Dobbiamo fare qualcosa per queste persone». Non sono avanzate le elemosina e la pietà dei primi a precipitarsi in quest’angolo di Vallette per fare cronaca o sdegno di uno stupro inventato, che ha indotto all’odio razziale e alla peggiore ferocia. È rimasta la paura di Daniel e di sua moglie, quella di Constantin e della sua famiglia. Schiacciati in una baracca ricostruita alla bell’e meglio dopo il rogo di un anno fa, perché ultimi fra i poveri.

L’articolo completo di Enrico Romanetto su CronacaQui in edicola. Qui sotto, il video-reportage.

 

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