Il Borghese

Un’agenda in rosso

Nonostante i tentativi di smarcarsi, questo governo ha finito con il dare ragione a chi considerava Monti e i suoi ministri come eccessivamente legati al mondo finanziario e delle banche. E difatti, in caduta di legislatura, il governo Monti si è comportato come una banca: che per tutto l’anno incamera i tuoi soldi, ti chiede conto dei prestiti da restituire e ti stanga tra interessi e tassazioni assortite, poi a fine anno, se va bene, ti regala un’agenda. In questo caso, la cosiddetta “agenda Monti”, ossia l’eredità che il premier lascia a chi voglia muoversi sulle sue orme nel dare vita al nuovo governo, oltrepassando la parte del rigore e del sacrificio per giungere alla programmazione della ripresa e magari dei nuovi investimenti. Un’agenda non per tutti, quindi. D’altra parte il toto-candidature non è mica finito: ci riserverà ancora sorprese.

Non riserva invece alcuna sorpresa l’agenda della maggior parte dei contribuenti e dei risparmiatori italiani: aumenti, rivalutazioni, incognite, previsioni fosche, ottimismo manco a parlarne. E quanto agli aumenti, ecco che si comincia con il canone Rai: nel 2013 si pagheranno 113,50 euro, 1,50 euro in più rispetto al 2012. E poi, tariffe ritoccate anche per le Poste, sia per quanto riguarda le spedizioni (un invio fino a 20 grammi costerà 70 centesimi, ossia con un aumento del 15%; per una lettera standard sopra i 20 grammi, si passa da 1,40 euro a 1,90 euro, con un aumento addirittura del 35%; per una spedizione extra-standard fino a 50 grammi, incremento del 40%, da 1,50 a 2,10 euro) sia il canone dei correntisti del Bancoposta. E naturalmente è arrivato anche il momento degli aumenti delle sanzioni legate al Codice della Strada, basate sull’indice di rivalutazione Istat da aggiornare ogni due anni: quindi, più care del 6% le multe (il divieto di sosta passa da 39 a 41 euro, il mancato uso delle cinture di sicurezza da 76 a 80 euro, la sanzione per il cellulare alla guida da 152 a 161 euro, l’eccesso di velocità tra i 10 e 40 orari da 159 a 168 euro) ma anche i canoni d’affitto, sui quali per inciso alcuni proprietari di immobili potrebbero decidere di rivalersi dell’Imu sugli inquilini.

Poi, nel caso ve lo stiate chiedendo, di certo retribuzioni e pensioni non riusciranno a seguire lo stesso andamento (solo per le pensioni si calcola una rivalutazione effettiva del 2,8 per cento mentre restano bloccate quelle oltre i 1.400 euro mensili) e le prospettive di far ripartire i consumi e dunque l’economia, come confermano alcuni dati di questi giorni, potrebbero non essere decisamente rosee.
In attesa di conoscere l’agenda dei nostri politicanti, quindi, accontentiamoci di sapere che su quella degli italiani ci saranno praticamente solo giorni segnati in rosso. Dal colore del conto corrente, non certo perché siano festivi…

Twitter@AMonticone

 

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo