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Porchietto, Bertot e gli altri: quante idee per il nuovo Pdl

La navigazione è a vista, e il mare nel quale naviga il Pdl pie­montese appare sempre più peri­glioso. A pochi giorni da Natale è tutto un susseguirsi di telefonate, incontri, riunioni cruciali prima convocate con urgenza estrema e poi rimandate a data da destinar­si. Intanto, i big, e soprattutto i “giovani” della guardia dei qua­rantenni, stanno a guardare nell’attesa che l’orizzonte si schiarisca e finalmente si capisca cosa ne sarà del partito che non più tardi di cinque anni fa rap­presentava la maggioranza relati­va del Paese.

Studiano le mosse romane e quelle che invece vanno in scena nelle stanze, ormai prossime al trasloco, della sede di corso Vitorio a Torino. Guardano e aspet­tano. Uno degli ultimi a muovere sulla scacchiera del Pdl piemon­tese è stato l’ex sottosegretario Guido Crosetto, che insieme con la pasionaria della linea verde ex aennina, Giorgia Meloni, sta la­vorando a un soggetto politico che potrebbe anche far breccia nella tenuta, fin qui monolitica, degli eredi della fu Fiamma Tri­colore. Un nuovo laboratorio di destra che pare abbia se non altro incuriosito il capogruppo del Pdl in Sala Rossa, Maurizio Marrone, e che potrebbe mettersi in competizione con la formazione che invece potrebbe nascere dal tan­dem Gasparri-La Russa.

La kermesse romana del ticket Crosetto-Meloni è andata in sce­na sotto il titolo di “primarie del­le idee”. Nome che ricorda molto da vicino un’altra realtà che con il passare dei mesi è cresciuta fino a superare la quota dei 2mila iscritti, quella ” Officina delle idee” immaginata, fondata e so­stenuta dall’ex sindaco di Riva­rolo Fabrizio Bertot. Un altro di quei quarantenni rampanti che per il momento osservano da vi­cino l’evolversi della situazione, avendo però ben chiaro quale do­vrà essere l’evoluzione del parti­to, sia che si continui con l’espe­rienza berlusconiana sia, invece, che sia Monti a prendere le redini della nuova casa dei moderati. I capisaldi sono stati fissati incon­tro dopo incontro, nel corso di dibattiti sempre più partecipati che hanno visto l’adesione di fi­gure di spicco come monsignor Vittorio Formenti o il sondaggi­sta Nicola Piepoli. «Una realtà ­spiega quindi Bertot – che si rivol­ge innanzitutto a chi crede che i contenuti siano più importanti delle facce, a chi sente propria una tradizione cattolica e di cul­tura liberale, in un’ottica filocci­dentale. In questo senso, l’Offici ­na delle idee vuole interfacciarsi tra i cittadini e i loro problemi, assolvendo a un compito che la politica non pare più in grado di fare. E soprattutto, date le pre­messe attuali, non possiamo aprire linee di credito verso nes­suno. Piuttosto vogliamo dire la nostra, forti del pensiero dei no­stri 2mila iscritti».

Un’officina “locale” ma forte­mente radicata, tanto da potersi magari affiancare alle partite ro­mane nelle quali i pidiellini pie­montesi sembrano darsi un gran da fare. Molto gettonata, in tal senso, sembra “Italia Popolare”, la corrente che fa riferimento al vicecapogruppo in Senato Gaeta­no Quagliariello, oltre che agli ex Ministri Franco Frattini e Mauri­zio Sacconi, e che può mettere sul piatto due nomi di peso come Enzo Ghigo e Claudia Porchiet­to.

[p.var.]

 

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