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Cronaca

La rivoluzione sui binari. Via fra ritardi e proteste per i treni metropolitani

L’amministratore delegato di Fs, Mauro Moretti, aveva messo le mani avanti: «Bisognerà aspettare qualche giorno prima di giudicare, il meccanismo dovrà essere ben oliato», aveva detto la scorsa settimana alla presentazione del nuovo sistema metropolitano, forse presagendo – da esperto ferroviere – che i debutti, non solo sui binari, sono spesso complicati. Ieri era la prima di Sfm, il servizio di trenini metropolitani che Torino attendeva da trent’anni e che ora è diventato realtà grazie al completamento del passante. Non c’è stata l’ovazione, e questo si poteva immaginare, ma nemmeno gli applausi di rito. Anzi, sono state tante le proteste di pendolari, studenti e comitati per i ritardi accumulati non solo dai convogli torinesi, ma soprattutto da quelli di tutto il Piemonte, condizionati a cascata dalle difficoltà sul nodo del capoluogo.

L’assessore ai Trasporti, Barbara Bonino, valuta in una decina di giorni il tempo necessario prima che il servizio possa essere messo a punto. «Il nuovo sistema ferroviario richiede un periodo naturale di adattamento prima di entrare a regime – sottolinea -. Agli stessi utenti servirà del tempo prima di poterne apprezzare e sfruttare tutte le potenzialità. Non è più necessario, infatti, accalcarsi per prendere un treno, perchè la maggior produzione consente di utilizzare la ferrovia come una metropolitana». Fin dal mattino presto i primi intoppi: decine i treni con ritardi anche pesanti su tutta la rete regionale.

 

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