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Una manciata di voti divide Renzi e Bersani: Torino va al segretario

La differenza sta tutta in 5.667 voti. Tante le preferenze che il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ha preso in Piemonte più dello sfidante Matteo Renzi, che ha però conquistato Asti e Cuneo e fatto pari ad Alessandria, perdendo nettamente quasi solo a Torino città, che alla fine dei conti si è rivelata decisiva. Il confronto si chiuderà al ballottaggio, domenica prossima, perché il 44,9 per cento preso da Bersani a livello nazionale (contro il 35,5 per cento del sindaco di Firenze) non basta ad aggiudicare subito la contesa, ma i numeri delle urne di questo primo turno di primarie per la nostra regione dicono tante cose in più del previsto. Innanzitutto che, a sorpresa, Renzi sfiora i consensi del segretario di partito, che pur è appoggiato dalla stragrande maggioranza di dirigenti e amministratori: 73.386 (41,70%) i voti di Bersani contro i 67.719 (38,48%) di Renzi. A grande distanza Vendola, che comunque conquista 28.027 preferenze e il 15,93% – e secondo qualcuno potrebbe essere l’ago della bilancia al secondo turno. Di testimonianza le presenze di Puppato (2,98%) e Tabacci (0,91%).

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