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Torino Film Festival. Partenza amara nel segno di Hoffman

Ferita ancora aperta per il caso Ken Loach. E rimarrà tale per chissà ancora quanto tempo dato che, il regista inglese più famoso e “rosso” del mondo che ha deciso di dare forfait al Tff («solidale con i lavoratori del Museo del Cinema licenziati o in difficoltà»), era di casa sotto la Mole. «Un colpo basso – ha sottolineato ancora ieri il direttore del Museo, Alberto Barbera – che non serve a nessuno, né al festival, né ai lavoratori». Una pugnalata difficile da mandar giù, tanto da spingere il sindaco di Torino Piero Fassino a lanciare un appello a Loach affinché ci ripensi, cosa che sembra impossibile.

Un colpo che proprio non ci voleva alla vigilia del 30esimo compleanno del Tff, l’ultimo di Gianni Amelio, il più difficile per via della vicinanza delle date con la Festa del Cinema di Roma. Sono queste le premesse con le quali nonostante tutto, nonostante Loach, nonostante Muller e nonostante le polemiche, questa sera a partire dalle 19 circa salirà il sipario sul Torino Film Festival il cui red carpet verrà per la prima volta srotolato all’Auditorium del Lingotto e sul quale sfileranno i volti noti del cinema italiano, dalla madrina della serata Claudia Gerini ad Alessandro Preziosi, Riccardo Scamarcio e Valeria Golino passando per i componenti delle giurie, ovvero Paolo Sorrentino, Franco Piersanti, Andreea Gheorghe, Constantin Popescu, Hila Peleg, James Quandt, Richard Nordahl, Carlo Bachschmidt e Luca Pastore.

Tra gli ospiti d’onore, Dame Gwyneth Jones, una delle attrici principali di “Quartet”, film d’apertura del 30esimo Tff, esordio alla regia di Dustin Hoffman, inevitabilmente protagonista della serata, seppur vero grande assente. Prima dell’ingresso in sala sarà servito un cocktail esclusivo per gli ospiti, poi, alle 21, il direttore Gianni Amelio, affiancato da Claudia Gerini, darà il via ufficiale alla kermesse – al cospetto del ministro Francesco Profumo, del sindaco Piero Fassino e delle autorità locali – chiamando sul palco Dame Gwyneth Jones e presentando con lei in anteprima nazionale la proiezione di “Quartet”, una commedia piena di humour, rimpianti, battibecchi, ambientata in una casa di riposo per cantanti lirici e musicisti.

La serata terminerà col taglio della grande torta per festeggiare il trentesimo compleanno del Festival. Ma mentre scorre il countdown, si fa sentire anche la voce dell’Unione Sindacale di Base che ringrazia Loach per il forfait, sostenendo che tale gesto «abbia contribuito in modo determinante a mettere in luce la realtà di sfruttamento e precarietà a cui sono sottoposti dei lavoratori che svolgono servizi appaltati da una istituzione pubblica, proprietà della città di Torino». Ma prima che terreno di discussione, il Tff è vetrina cinematografica d’eccellenza: sono 223 i titoli proposti, selezionati su circa 4.000 film visionati.

Articolo di Simona Totino e Alessandra Ariagno

 

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