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Cronaca

Le lacrime degli alpini per i due commilitoni uccisi in Afghanistan

Anche ieri le forze di pace Isaf sono state funestate da un ennesimo attentato. Altri morti, ancora feriti tra i mili­tari. Nessun italiano coinvol­to, ma è stato un caso. La tragedia poteva ripetersi e questo angoscia ancora di più.MESSA IN SUFFRAGIOA Torino, ieri, è stata celebra­ta una messa di suffragio nel­la cappella della caserma Ca­vour, che si è conclusa con la deposizione di una corona di fiori al monumento ai caduti. Il 32/o reggimento genio Gua­statori della Brigata alpina Taurinense ha ricordato così i due militari italiani morti in un attentato in Afghanistan. Il rito religioso è stato celebra­to da monsignor Jean Pierre Ravotti, capo servizio spiri­tuale interforze della prima zona pastorale. Un omaggio alla memoria di Massimilia­no Ramadù e Luigi Pascazio e una preghiera per la pronta guarigione di Gianfranco Sci­ré e Cristina Buonacucina.L’ARRIVO DEGLI EROIIntanto, questa mattina, qual­che minuto prima delle nove, atterrerà all’areoporto di Ciampino il C130 dell’Aero­nautica Militare che trasporta i due feretri degli alpini morti in terra straniera: il sergente Massimiliano Ramadù e il ca­poral maggiore Luigi Pasca­zio. Intanto, il ministero della Difesa ha reso noto che le ese­quie saranno celebrate giove­dì e saranno funerali di Sta­to. Si è anche appreso che le con­dizioni dei due feriti, i capo­rali Cristina Buonacucina e Gianfranco Scirè sono mi­gliorate.MASSIMILIANO RAMADÙIeri il presidente della Regio­ne Lazio, Renata Polverini si è recata a Cisterna di Latina per portare il suo personale cor­doglio ai familiari di Massi­miliano Ramadù, il soldato trentatreenne che si era spo­sato un anno fa e che aveva preso, con la giovane moglie, Anna Maria Pittelli, residen­za a Torino. La foto di Massimiliano cam­peggia sui muri della palazzi­na al civico 1 di via Collina dei Pini: un’immagine del giovane soldato in divisa con sopra la scritta “Il nostro mar­t ir e” è stata infatti affissa all’ingresso del palazzo dove vivono i suoi genitori. Fuori, su alcuni dei balconi, svento­lano bandiere tricolori. «Ti ri­corderemo sempre, un amico, un eroe, un parente, un mili­tare italiano», si legge su un cartellone che è stato sistema­to vicino all’ingresso dell’edificio.LUIGI PASCAZIOSempre ieri, i genitori della seconda vittima, Luigi Pasca­zio, pur straziati dal dolore hanno affidato ad una collega del padre del giovane militare ucciso, Francesca Falco, so­vrintendente di polizia, i loro pensieri: «Speriamo – hanno detto – che il suo sacrificio non sia stato vano ma che possa essere utile. Luigi è en­trato nell’esercito perché amava la divisa e credeva in quello che faceva e voleva an­che fare carriera, quindi è an­dato in missione di pace per­ché credeva in questo lavo­ro ». Francesca Falco ha spie­gato ai giornalisti che «la fa­miglia in questo momento non è in grado di fare dichia­razioni dirette ma ha espresso il desiderio che si sappia chi era il loro figlio. Lo hanno descritto come un ragazzo, un figlio modello, ideale, molto sveglio, intelligente, ambi­zioso. Era amato da tutti». I genitori e le sorelle di Luigi saranno accompagnati sta­mattina a Ciampino da mezzi dell’Esercito e da agenti delle Volanti della Polizia, tutti colleghi di papà Angelo. La salma di Pascazio sarà esposta all’omaggio dei con­cittadini in una sala del Co­mune di Bitetto per poi essere trasferita in Cattedrale per i funerali.bardesono@cronacaqui.it

 

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