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Cronaca

Le regioni davanti alla Consulta contro il decreto Salva Italia

Ha inizio domani davanti ai giudici della Corte Costituzionale la discussione sui ricorsi promossi da 8 Regioni – Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Campania, Molise e Sardegna – sulla presunta  incostituzionalità dell’articolo 23 del decreto Salva Italia, approvato dal governo Monti il 4 dicembre scorso. Nel ricorso le Regioni evidenziano un vizio di incostituzionalità perché avrebbe svuotato le competenze delle Province e modificato il loro sistema elettorale.

Nello specifico la norma sarebbe incostituzionale perché, principalmente, gli articoli 5, 114 e 118 della Costituzione non consentono al legislatore ordinario di modificare la natura degli enti costituitivi della Repubblica, visti nella loro realtà di enti di governo territoriale rappresentativi quindi delle loro comunità e tra essi equiparati quanto a natura e struttura. Nel mirino di Regioni e Province entra così quanto approvato dal governo Monti, che avrebbe deciso di intervenire sulla Carta Fondamentale con norme ordinamentali che non possono essere utilizzate “surrettiziamente” in un dl che invece si pone l’obiettivo di salvaguardare le finanze pubbliche, non producendo peraltro, sottolineano i ricorrenti, “risparmi di spesa”.

Con il Salva Italia inoltre la Provincia uscirebbe completamente trasformata, diventando un ente di secondo grado con funzioni di coordinamento delle attività proprie dei Comuni; non eserciterebbero l’attività di gestione amministrativa, né le funzioni amministrative previste dall’articolo 118 (commi 1 e 2) della Costituzione.

 

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