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Cronaca

Influenza, «non c’è allarme vaccini». L’anno scorso mezzo milione a letto

«Il blocco dei lotti di vaccino destinati alla nostra regione non deve preoccupare la popolazione perché non solo non esistono problemi di disponibilità, ma i lotti non sono ancora stati distribuiti o sono stati addirittura bloccati nella fase di test che precede l’immissione sul mercato. Il sistema di sorveglianza epidemiologica consentirà di seguire settimanalmente l’andamento dell’epidemia».  Le rassicurazioni arrivano dall’assessorato regionale alla Sanità e si rifanno all’ultimo “incidente” che ha coinvolto un altro colosso farmaceutico impegnato nella produzione di vaccini antinfluenzali, l’azienda Novartis. Mercoledì oltre sei milioni di dosi di vaccino sono state ritirate perché considerate potenzialmente dannose per la salute delle persone.

Oggi ci sono tre fonti informative per monitorare l’andamento dell’influenza: il sistema di sorveglianza “Influnet”, basato su una rete di medici e pediatri sentinella che rileva le visite mediche per sindrome influenzale e raccoglie campioni per la ricerca dei virus influenzali; i dati di accesso ai principali pronto soccorso regionali che rilevano i casi di sindrome influenzale e gli eventuali ricoveri successivi, e poi i ricoveri nei reparti di terapia intensiva, dei casi più gravi di influenza. Quanto agli isolamenti virali effettuati nei laboratori di riferimento e alle coperture vaccinali ottenute nelle diverse Asl, integrano il quadro regionale della sorveglianza. Insomma, possiamo stare sereni.

Ciò nonostante, i fatti delle ultime settimane hanno destato preoccupazione da parte dell’Unione nazionale consumatori che ha sentenziato: «Con la salute non si scherza» ha commentato l’avvocato Patrizia Polliotto, presidente del comitato regionale del Piemonte. «Le misure da attuare devono essere serie, tempestive ed efficaci. Si teme che la fiducia dei cittadini possa venire meno nei confronti del vaccino».

Durante la scorsa stagione influenzale – una delle più intense degli ultimi dieci anni, in cui si sono vaccinati 700mila piemontesi – 520mila si sono ammalati. Le principali vittime sono stati i bambini tra 0 e 4 anni e 50mila persone si sono rivolte ai pronti soccorsi, di cui 14mila sono state ricoverate. I dati parlano inoltre di un calo di circa 60mila dosi, rispetto all’anno scorso, che ha riguardato soggetti a rischio e persone oltre i 64 anni.

L’articolo di Liliana Carbone

 

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