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“Dante ti amo”, un’esposizione per il “sommo poeta”

Tutti sanno che Dante, “nel mezzo del cammin” della sua vita, si ritrov√≤ “per una selva oscura, che la diritta via era smarrita”. Lo scriveva nel 1300, trovandosi sul ciglio dell’Inferno della Divina Commedia. Quelle terzine incatenate di versi endecasillabi si sono ripetute nei secoli, di libro in libro, conservandosi intatte nel tempo. Oltre settecento anni di manoscritti, stampe e ristampe, che ora Palazzo Madama sintetizza e ripercorre nella mostra “Dante ti amo” in programma dal 31 ottobre al 31 gennaio. Un itinerario espositivo che narra l’opera dantesca nel corso dei secoli, con documenti redatti a mano, incunaboli, volumi a stampa illustrati e dipinti provenienti dalla collezione privata dell’imprenditore torinese Livio Ambrogio. Saranno poste sotto la lente di ingrandimento sabauda le immagini che hanno illustrato l’opera di Dante nel corso degli anni, in mostra secondo un criterio cronologico, la rarissima “editio princeps” del poema stampata a Foligno da Johann Neumeister nel 1472 e l’ancor pi√Ļ rara seconda edizione, impressa nello stesso anno a Mantova.

 

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