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Gli ospedali in vendita per ripianare i debiti «La Regione è fallita»

Sta in due fondi immobiliari che la Regione creerà a breve la speranza della Giunta di Roberto Cota di rimettere almeno in linea di galleggiamento i conti della sanità e dell’ente, fiaccati da un debito accumulato negli anni e stimato lo scorso giugno in 11 miliardi e 239 milioni di euro, comprendendo i passivi di piazza Castello e delle aziende ospedaliere. Costituire fondi immobiliari significa che la Regione cederà la proprietà degli ospedali a un soggetto esterno di cui, precisa l’assessore Paolo Monferino, manterrà il controllo almeno fino al 60%. E conferirà tutto il resto del patrimonio, sia delle Asl che dell’ente, a un’altra istituzione dove i privati entreranno fino al 70%.

A richiedere l’operazione è la terrificante situazione in cui versano i bilanci, un quadro a cui si aggiungono giornalmente nuovi dettagli. Martedì Monferino aveva replicato a un gruppo di sindaci riunitisi a Palazzo Lascaris per protestare contro i tagli spiegando di non riuscire più a pagare i fornitori della sanità («Sono bloccati, alcune aziende aspettano anche 450 giorni»). E addirittura di aver difficoltà a pagare gli stipendi: secondo alcune voci non confermate, questo mese una tranche di buste paga sarebbe stata erogata con sette giorni di ritardo. Ieri l’ingegnere ha dato un’altra picconata: «La Regione è tecnicamente fallita» ha detto ai consiglieri.

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