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Martina si dimette ma contrattacca: “Sempre corretta”

Non ha aspettato che l’inchiesta interna ordinata dal sindaco compisse il suo corso, Anna Martina. La dirigente nella bufera per gli incarichi all’azienda del figlio, quella stessa dirigente che lunedì sera rispondeva con un «non lo so» pieno di rassegnazione a chi le chiedeva cosa ne sarebbe stato di lei in Comune, ha rassegnato le proprie dimissioni. Immediate e irrevocabili. Sono bastati venti minuti di faccia a faccia con il sindaco, dopo una notte forse trascorsa a pensare alle ultime due settimane, ai dibattiti in Sala Rossa, ai giornali che, giorno dopo giorno, allargavano i confini di una polemica alimentata dall’inesauribile fonte del “cd dei misteri”. Un incontro descritto come «sereno» per assumere una decisione che persino nei comunicati ufficiali della Città è definita come «apprezzata».

Un passo indietro, ma di certo non una ritirata. Anzi, se possibile Anna Martina passa al contrattacco, affidando le proprie motivazioni a una lettera-memoriale inviata a tutti i direttori dei giornali che hanno trattato la sua vicenda. Tre punti per chiarire che «non ho mai affidato incarichi a mio marito Walter Barberis» e che «la società di cui mio figlio è uno dei quattro soci ha ricevuto insieme con molte altre aziende commesse di fornitura e servizi, rispettando rigorosamente le regole degli affidamenti». Quindi l’ammissione di colpa, «una sola volta ho inavvertitamente firmato io un affidamento. Errore oggettivamente ascrivibile alla mia responsabilità». Infine, la veemente arringa contro una «campagna mediatica del tutto sproporzionata» dagli «oggettivi intenti inquisitori» figlia, a suo dire, di «un ambiente politico malevolo e malsano».

L’articolo completo di Paolo Varetto su CronacaQui in edicola

 

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