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«Travolsero Alex, erano consapevoli di poter uccidere»

C’è un passaggio, nel documento depositato ieri in cancelleria dal giudice Rosanna La Rosa, che descrive in maniera forse esemplare la personalità dei due imputati. Scrive infatti il gup, a pagina 40 delle motivazioni della sentenza pronunciata il 12 luglio, che «Alessandro Cadeddu è drogato ed imperito, pronto ad assumersi le sue responsabilità; Francesco Grauso è pavido e menzognero, sempre alla ricerca di una scusa pronta in caso di guai». Cadeddu e Grauso sono i due pirati della strada che il 3 dicembre 2011 travolsero e uccisero il piccolo Alessandro Sgrò, il bambino di sette anni che attraversava sulle strisce pedonali in corso Peschiera. Entrambi sono stati condannati a 11 anni di reclusione per omicidio colposo aggravato, lesioni colpose aggravate e omissione di soccorso. Entrambi, sottolinea adesso il giudice la Rosa, avevano «piena consapevolezza di tenere una condotta pericolosa e, quindi, di creare una situazione di pericolo». Il padre del bimbo, Calogero, è ancora ricoverato in ospedale in condizioni disperate; la madre, Simonetta Del Re, riuscì miracolosamente a cavarsela.

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