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La soluzione di Atc: «Demolire le Torri di corso Grosseto»

La misura è colma. «Bisogna buttare giù quei palazzi e disperdere le famiglie dei residenti in altri quartieri, in differenti contesti sociali». Venerdì, l’omicidio di un pregiudicato ha segnato un confine dal quale non si può tornare indietro, almeno nella valutazione dell’Agenzia territoriale per la casa. Tra “Le Torri” di corso Grosseto, «i casermoni maledetti», si è passato il limite «per fatti di una gravità tale da avere un solo precedente a Torino». In via Artom, nella più estrema periferia operaia degli anni Ottanta. All’interno di quelle case popolari la protagonista era stata per troppe volte la cronaca nera,  non restava che una soluzione radicale per un problema non più solo di devianza o microcriminalità. Succedeva a Mirafiori, ieri. Oggi al confine tra Madonna di Campagna e Vallette.
Il terrore dei residenti lo si è respirato poche ore dopo il delitto di Mimmo Sorrenti.

L’articolo completo su CronacaQui in edicola

 

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