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Alla Tav 790 milioni. Il Governo parte civile per gli scontri in valle

La sorpresa è arrivata in serata, contenuta nella bozza della nuova manovra che il Governo sta predisponendo per far quadrare i conti. All’articolo 9, fra i finanziamenti considerati indifferibili, compaiono 790 milioni di euro destinati alla costruzione della Torino-Lione. Soldi che arriveranno in Piemonte in tre tranche annuali, 160 milioni per il 2013, 100 per il 2014 e 530 per il 2015, e serviranno a portare avanti la progettazione e quindi le prime opere di scavo del tunnel di 57 chilometri sotto le Alpi fra Italia e Francia. Fondi necessari, ma di cui non c’era ancora conferma ufficiale nero su bianco e che confermano la volontà da parte del premier Monti di puntare sul collegamento ferroviario.

In precedenza era arrivato l’annuncio che il Governo si costituirà parte civile nel processo contro i 45 attivisti No Tav accusati dalla procura di aver preso parte agli scontri con le forze dell’ordine che si erano verificati in Valle di Susa durante l’estate del 2011. Il processo, un dibattimento a porte aperte, avrà inizio il prossimo 21 novembre in tribunale, a Torino. A darne notizia, ieri, è stato il deputato Pd Stefano Esposito: «Il 10 luglio inviai una lettera al ministro Cancellieri – ricorda Esposito -, con la quale chiedevo che il Governo si costituisse parte civile nel processo. Dopo più di due mesi dalla mia lettera, e le rassicurazioni del ministro Cancellieri, il Governo ha dato il via libera alla costituzione di parte civile da parte del ministero degli Interni, del ministero della Difesa e del ministero dell’Economia e delle Finanze». Il parlamentare sottolinea quindi la propria soddisfazione e conclude: «Mi permetto ancora una volta di sollecitare il ministro Cancellieri a visitare il più presto il cantiere di Chiomonte».

I 45 No Tav che a partire dal prossimo 21 novembre affronteranno il dibattimento in un’aula di tribunale a Torino sono gli stessi che il giudice Edmondo Pio aveva rinviato a giudizio al termine della lunga udienza preliminare celebrata la scorsa estate in una delle maxi aule del Palagiustizia. Il gup Pio aveva infatti accolto in pieno la richiesta avanzata dal pubblico ministero Giuseppe Ferrando. I 45 No Tav sono accusati, a vario titolo, di danneggiamento, violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Un quarantaseiesimo imputato aveva chiesto e ottenuto di patteggiare una pena di un anno di reclusione.

In Valle di Susa, nella tormentata estate di un anno fa, fu vera guerra. E quelle combattute contro le forze dell’ordine furono battaglie che ricordavano quei «giochi di ruolo di guerra ambientati in un contesto medioevale». Così scrisse il giudice per le indagini preliminari Federica Bompieri nell’ordinanza emessa lo scorso 26 gennaio nei confronti degli attivisti che si battono contro la linea ad Alta velocità. «Sembrerebbe quasi trattarsi – aveva  sottolineato il gip nella propria ordinanza – delle regole di un gioco di ruolo di guerra, se non fosse che tutto quanto descritto lo si ritrova messo in pratica nelle giornate del 27 giugno e del 3 luglio». Giornate, quelle, nelle quali furono più di cento gli appartenenti alle forze dell’ordine rimasti feriti negli scontri. Forze dell’ordine ammesse dal gup in qualità di parti civili durante l’udienza preliminare.

 

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