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Uccisero pusher per il telefonino. Giovani condannati

Si è conclusa con tre condanne il processo in primo grado, per i giovani tossicodipendenti italiani accusati di avere ucciso con una coltellata al cuore, il 9 settembre 2011, Andalla Wade, spacciatore senegalese di 24 anni noto come ‘Tony’ o ‘Dante’, nei giardini davanti all’ospedale Mauriziano del capoluogo piemontese.

La spedizione era stata organizzata dai clienti per ottenere indietro un telefono cellulare che avevano lasciato alcuni giorni prima al pusher come pegno per alcune dosi di droga non pagate.

Il gup Anna Ricci ha inflitto la condanna più pesante ad A. I., 27 anni, di Orbassano, che secondo la ricostruzione della polizia era stato l’esecutore materiale del delitto;  nove anni di condanna per F. D. L., 25 anni, di Orbassano, che aveva fatto da palo; a sette anni E. A., 25 anni, di Torino (ma di fatto domiciliato a Orbassano), che aveva guidato l’auto con la quale il gruppo aveva raggiunto il luogo del delitto.

 

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