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Il ministro vuole cambiare l’ora di religione. La replica della curia: “Nelle nostre aule c’è già multiculturalità”

«L’ora di religione è strutturata in base alle esigenze della scuola e già da tempo è aperta alla multiculturalità, destinata a chi vuole avvicinarsi alle nostre origini. Il ministro non dice niente di nuovo». Così risponde don Bruno Porta, direttore dell’Ufficio scuola della Curia di Torino, a commento di quanto detto dal ministro all’istruzione Francesco Profumo secondo il quale «Il Paese è cambiato. ll numero di studenti stranieri in classe sta aumentando e la scuola dell’integrazione ha bisogno di programmi inclusivi. Un discorso che vale anche per l’insegnamento della religione cattolica».

In Piemonte gli studenti stranieri sui banchi di scuola sono tra il 13 per cento delle scuole elementari e l’ 8 per cento delle superiori. «Che il Paese è cambiato ce ne siamo accorti da tempo – sottolinea Patrizia Borgarello, Lega nord, che nel 2007 a Santena, dove siede in consiglio comunale, mise nelle aule delle scuole i crocifissi, andondoli poi a fissare coi tasselli se qualcuno provava a toglierli -. L’ora di religione è già stata modificata per rispondere alle esigenze della multiculturalità delle classi. Un conto è dare una panoramica della storia di tutte le religioni agli studenti, altro è far finta che le nostre radici cattoliche non esistano, a cominciare dal nascondere il crocifisso perché qualcuno può sentirsi impressionato».

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