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La crisi arriva a Porta Nuova e i negozi calano le serrande

La crisi, sempre più insidiosa, arriva anche a Porta Nuova. Proprio qui, nel cuore pulsante della città, hanno iniziato a chiudere i primi negozi, aperti nemmeno quattro anni fa, in seguito ai lavori che hanno trasformato la principale stazione subalpina in un piccolo centro commerciale. Favoriti dalla posizione centralissima, con viaggiatori ad ogni ora del giorno, i negozi della stazione avrebbero fatto affari d’oro. Attese disilluse, a quanto sembra.

E così, a marzo ha chiuso un negozio di articoli per la casa, seguito, due mesi fa, dal sushi; sorte analoga è accaduta anche a un negozio di una nota catena di bijoux. Chi sarà il prossimo? A Porta Nuova non regna grande ottimismo.«Si sente la differenza rispetto agli anni prima della crisi», afferma Gianluca, edicolante, attivo in stazione da sette anni. E dire che la sua posizione è centralissima, proprio davanti ai binari. Peggio vanno le cose per chi lavora al piano superiore, e ancor di più per chi opera nella manica verso via Sacchi: un piccolo deserto, che ricorda più una via di periferia che la stazione più centrale di Torino.

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