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Mutilati ridotti in schiavitù: in manette gang di aguzzini

I componenti di una banda di spietati aguzzini, che avevano praticamente ridotto in schiavitù alcuni mutilati, obbligandoli a chiedere l’elemosina lungo le vie della città, in modo particolare nei pressi del Palagiustizia, sono stati individuati e arrestati. La gang, composta da un uomo, la sua compagna, la figlia maggiorenne e altri due parenti, tutti di origine romena, di una regione al confine con l’Ucrania, è stata incastrata da filmati e intercettazioni ambientali che rivelano in modo esplicito la loro attività criminale.

I cinque  sono finiti in manette due giorni fa e  il gip Rosanna La Rosa ha convalidato l’arresto. Dall’inchiesta, coordinata dai pm Anna Maria Loreto e Stefano Castellani, sono emersi particolari raccapriccianti sui metodi usati dai componenti della banda. Le vittime (anche loro provenienti dalle stessa regione degli aguzzini) erano obbligate, in orari precisi e rigidi, a mendicare e subivano controlli severi: «Al ritorno dalle questue venivano perquisiti e fatti saltellare per vedere se avevano nascosto qualche monetina».

Per i mutilati solo una mezz’oretta per la “pausa pranzo” che significava un pezzo di pane secco ciascuno e un bicchiere d’acqua che i malviventi ponevano su un muretto vicino alla stazione dei pullman di corso Vittorio Emanuele.

 

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