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Torino scende in piazza per Alberto Musy: «E’ l’ora di parlare»

All’appello hanno risposto centinaia di persone. Politici e personalità, ma anche tanti semplici cittadini. Ore 15, piazza Castello, Torino. Quella stessa Torino dove può succedere che un consigliere comunale, uno stimato professionista, un marito e un padre di famiglia sia raggiunto da cinque pallottole nell’androne di casa. Dove può succedere che da sei mesi un sicario continui a vivere indisturbato, protetto da un paravento di paura, di silenzio. Di omertà, tragicamente. Dove può anche succedere che un’intera comunità si dia appuntamento in piazza per rispondere all’appello di una donna, moglie e madre, che da marzo attende giustizia. Perché per Angelica Musy accettare quello che è accaduto a suo marito Alberto avrebbe il sapore di una sconfitta. Per lei, per le sue figlie, per tutta la città nella quale suo marito viveva, lavorava. E per la quale si era impegnato candidandosi a sindaco di Torino per il terzo polo. Domenica Torino e’ scesa in piazza per chiedere che chi sa qualcosa parli. Per chiedere che venga fatta giustizia.

Foto dell’Amicon Reporter Remo

 

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