Il Borghese

E il senatore prende il volo…

Un aereo che non parte in tempo e uno che invece è già pronto per il decollo. Basta questa singolare coincidenza perché una istituzione della Repubblica, nello specifico il Senato, rimanga senza un presidente di turno. E addio alla discussione della mozione.
Per quanto sembri curioso, è successo ieri mattina. La presidenza del Senato, in assenza di Schifani, era affidata alla vicepresidente Emma Bonino, che però a un certo punto – pare che fosse previsto – si è dovuta assentare. A quel punto sarebbe toccato all’altro vicepresidente, il Pdl Domenico Nania. Che però è assente perché l’aereo che doveva portarlo a Roma sarebbe dovuto partire da Catania alle 9.15, atteso a Roma per le 10.15, invece è atterrato a Fiumicino alle 11.40. Allora l’incarico viene assunto dalla leghista Rosi Mauro, ma anche lei deve andarsene, perché deve prendere l’aereo. Risultato, seduta sospesa e ira di tutta l’aula del senato. Fino a che, mezz’ora dopo, arriva Renato Schifani e riassume la presidenza, definendo «increscioso» l’episodio e garantendo che farà accertamenti su quanto accaduto. La «mia unica colpa – ha fatto sapere Rosy Mauro – «se di colpa si tratta è stata quella di accettare di sostituire il collega assente, pur avendo impegni urgenti ed improrogabili».

Ma ciò che bisogna riferire è la giustificazione del senatore Nania: «Sono arrivato tardi a causa del ritardo dell’aereo. Se c’è da fare un reclamo prendetevela con il ministero dei Trasporti». Ciascuno giudichi come meglio crede questa risposta…

Degne di nota alcune reazioni: «Non sarebbe accettabile neppure nel consiglio comunale di un comune di campagna» dice la senatrice Finocchiaro. «Che cosa c’è di più improrogabile del presiedere un’aula parlamentare?» si chiede il senatore Bondi e buona parte degli italiani, soprattutto quelli che lavorano e che, quando hanno un impegno di famiglia o una necessità magari per una visita medica, chiedono permessi o giorni di ferie, dietro consenso del datore di lavoro la maggior parte delle volte.

E senza tirare in ballo l’importanza dell’istituzione e del ruolo – il presidente del Senato è la seconda carica dello Stato, non un caposcala all’assemblea condominiale con tutto il rispetto per i caposcala – ci chiediamo se davvero in questo Parlamento, con questa classe politica che ogni giorno offre straordinari assist a chi ne invoca la fine del ruolo e ne sostiene la delegittimazione, ci sia ancora un senso non di responsabilità ma di puro e semplice buon senso: se questi signori fanno il parlamentare di lavoro, indubbiamente saranno d’accordo che l’emiciclo è la sede lavorativa principale. E l’emolumento giustifica anche una presenza costante, rimandando ai giorni liberi i cosiddetti impegni improrogabili…

Per inciso, l’argomento di cui si discuteva in quel momento era una mozione sulla violenza ai danni delle donne, insomma un argomento di secondo piano per il quale si può anche perdere un aereo e magari salire su quello successivo senza timore di non trovare posto o di rimetterci del denaro. Ai parlamentari, di solito, non capita a differenza dei comuni mortali. Gli stessi che, quando sono di turno o chiamati a una situazione di emergenza sul posto di lavoro, normalmente non possono opporre giustificazione di alcun genere.

andrea.monticone@cronacaqui.it

 

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo