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La crisi dell’industria sempre più grave: produzione scivola a -5,4%

È in arrivo un’altra frenata dell’economia piemontese. Dopo il calo registrato da fine 2011 al secondo trimestre dell’anno successivo, gli imprenditori rimangono pessimisti e prevedono un ulteriore calo degli indicatori. Il principale, cioè la produzione industriale, secondo Unioncamere nel periodo aprile-giugno ha fatto registrare meno 5,4 per cento, con un calo che ha cominciato a intaccare anche le esportazioni. Le previsioni per il terzo periodo dell’anno – rileva Confindustria Piemonte – indicano che la strada della ripresa sarà ancora lunga. Il calo della fiducia trascina infatti con sè gli altri indici.

Il 2012 è destinato a essere un «anno complicato», ha detto il neo presidente degli industriali piemontesi, Gianfranco Carbonato. Non difficile come il 2009, ma «le esportazioni non saranno più in grado di supportare la debolezza dei consumi interni», perché a rallentare sono i principali mercati emergenti che finora hanno catalizzato i flussi dell’export. Ora «ci aspettiamo una fase 2 di rilancio delle politiche del governo – ha aggiunto Carbonato – che però sarà impossibile da effettuare a costo zero».

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