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L’armata delle auto blu: soltanto in Piemonte ce ne sono quasi 6mila

Quasi la metà appartengono alla sanità: Asl e aziende ospedaliere. Il resto è in dotazione ai Comuni, ai consorzi socio-assitenziali, a enti pubblici, università, Regione, Province, Comunità montane, organi di gestione intermedi. Il censimento dettagliato delle auto di servizio ci dice che in Piemonte circola un esercito di poco meno di 6mila vetture usate quotidianamente dalla pubblica amministrazione. Molte, forse troppe, secondo quanto sostiene il ministro Filippo Patroni Griffi che esorta presidenti, assessori, direttori e dirigenti a «fare di più» nel ridurre l’armata su quattro ruote. I numeri snocciolati dal ministero della Funzione pubblica riferiscono che il 44 per cento degli amministratori sarebbe ancora inadempiente su questo fronte. In Piemonte nell’ultimo biennio si è già operato verso il taglio dei costi, complice in primo luogo la deficitaria situazione dei bilanci. Regione e Provincia hanno già sforbiciato pesantemente il proprio parco macchine, il Comune lo sta facendo con un piano triennale. E anche sulla sanità sta per partire una rivisitazione passo per passo di tutte le vetture a disposizione.

Innanzitutto occorre chiarire di cosa stiamo parlando. Nel calderone delle auto di servizio sono contemplate infatti le classiche auto blu con autista usate dai politici, in verità una stretta minoranza, e tutti i mezzi utilizzati da dirigenti, funzionari e dipendenti. Sono escluse, riferisce il ministero in calce alle cifre del suo censimento, «le autovetture adibite ai servizi di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, della salute e incolumità pubblica, della sicurezza stradale, della difesa e sicurezza militare, nonché ai servizi ispettivi relativi a funzioni di carattere fiscale e contributivo».

Nella banca dati del Governo, per quanto riguarda il Piemonte, rientrano invece ben 5.829 automobili di 31 marche diverse. Netta la predominanza di Fiat: prodotte dal Lingotto quasi nove vetture su dieci. Il 39 per cento del totale, 2.251, sono di Asl e ospedali (979 di proprietà, le altre in leasing, noleggio o comodato). Le usano soprattutto le aziende sanitarie locali: la Asl1 di Cuneo – record – può vantarne 353, la Asl To3 di Torino 337, quella di Alessandria 296, la To4 di Torino 269. Altre realtà sono più sobrie: l’Asl To1 ne ha 63, la To5 111, la To2 119.

La Regione in sè, invece, non supera le 158 automobili fra Giunta e Consiglio. Ma gli enti di piazza Castello ne utilizzano 161: l’Arpa, da sola, ha un parco auto di 140 unità. Meno, comunque, di quanto hanno in dotazione le Province, che possono contare su 294 mezzi (a Verbania hanno pure un’Audi), e del “sottobosco” di altri enti dal futuro incerto come le Comunità montane, i consorzi socio-assistenziali, le unioni di Comuni, i parchi: totale, 869. Ad esempio solo il consorzio “Monviso solidale” che riunisce 58 Comuni di Fossanese, Saviglianese e Saluzzese possiede 76 mezzi. La Comunità montana del Pinerolese ne ha 30.
Si difendono anche le Università, dato che Torino dispone di 32 macchine e il Politecnico di 18 (quattro quelle del Piemonte Orientale), mentre le restanti 2mila vetture sono tutte a carico dei Comuni. Traina la graduatoria Palazzo Civico – come è quasi scontato – ma il suo parco auto di 393 unità lo fa diventare l’ente con più vetture a disposizione dei suoi dipendenti. Seguono gli altri capoluoghi, in prima fila Alessandria e Novara con 48 e 47, mentre fra i municipi più piccoli spiccano Collegno con 29, Moncalieri con 20, Alba a 18 e Rivoli a 17.

Andrea Gatta

 

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