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Il re dei paparazzi torinesi porta in tribunale Celentano: «Adriano, mi devi risarcire»

Problemi in vista per il “Molleggiato”. Adriano Celentano dovrà infatti presentarsi il 26 maggio prossimo davanti al tribunale di Sanremo per rispondere ad una accusa di lesioni. A intentare la causa non è stato però una persona qualunque, ma lo storico fotoreporter torinese Giuseppe Staltari, meglio conosciuto come Pepé. In realtà l’udienza processuale era in programma lunedì 11, ma Celentano non si è presentato, spedendo però un fax dove spiegava la sua assenza legata alla registrazione del suo prossimo album. La vicenda in questione è piuttosto intricata e risale al 2006, ma a raccontarla nei dettagli è lo stesso Pepè, che nella causa è rappresentato dall’avvocato Luigi Ricca Barberis e che svela di conoscere personalmente Celentano da oltre 40 anni. «Per oltre 25 anni ho affittato per il periodo estivo una casa a Bordighera, e come vicino di casa avevo proprio Adriano. Abbiamo sempre avuto buoni rapporti e tutte le foto che ho di lui le ho sempre scattate con il suo assenso. Circa otto anni fa – continua il fotoreporter – abbandono la casa e da lì non vedo più Celentano. Nel 2006 mi ritrovo a Bordighera con la mia compagna e incontro Adriano che parla con quattro ragazze russe, che l’avevano riconosciuto. Prima ci salutiamo affettuosamente e poi correttamente faccio un cenno per chiedergli lo scatto, ma lui mi fa segno di no e io non realizzo nessuna fotografia. Ma è il giorno successivo che avviene il fattaccio – Pepé lo chiama proprio così -. Ricordo bene che era il 24 agosto 2006 e stavo prendendo il sole. Vedo sulla scaletta d’ingresso al lido Celentano e mentre lo saluto gli faccio uno scatto, senza alcuna malizia. In quel momento vedo una mano che mi blocca, che scopro di essere del bodyguard di Adriano, che intanto si avvicina con un altro. Scoppia un litigio perché volevano strapparmi la macchina, ma dopo poco se ne vanno e io chiamo polizia e ambulanza. Dopo aver fatto la denuncia – conclude Pepé – sono tornato a Torino e recatomi per un controllo al Gradenigo ho scoperto che durante la colluttazione mi avevano rotto una costola». In seguito Celentano ha poi fatto una controdenuncia, affermando che il povero Pepé gli aveva reso impossibile la vita, inseguendolo sotto casa 24 ore su 24. Cosa difficile da credere, visto che il fotorepoter torinese può essere considerato il primo paparazzo italiano, nel senso buono del termine, e vanta un’archivio sterminato di foto con immagini inedite di personaggi del calibro di Marcello Mastroianni, Massimo Ranieri o Lucio Battisti.

Alessandro Banfo

 

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