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Scontri dicembre 2011: divieto di dimora per nove no Tav (video)

È durata poco la libertà di Giorgio Rossetto, uno dei più noti esponenti del movimento No Tav che lunedì ha festeggiato la revoca degli arresti domiciliari e appena 24 ore dopo è stato raggiunto da un obbligo di dimora appesantito da quello di permanenza notturna nella sua abitazione valsusina. E con lui, misure simili hanno raggiunto altri appartenenti al movimento, questa volta per gli scontri dell’8 dicembre 2011 al cantiere di Chiomonte.

In particolare, sono 12 le persone denunciate per i fatti di otto mesi fa, identificate soprattutto grazie ai video girati dalle stesse forze dell’ordine che li ritraggono mentre prendono parte alla manifestazione sfociata nell’abbattimento di alcune barriere poste a protezione della “zona rossa” e nel lancio di sassi e bombe carte che provocò il ferimento di 11 tra poliziotti e carabinieri. Per tutte e 12 il pm Manuela Pedrotta aveva chiesto delle misure cautelari ma il gip Elisabetta Chinaglia ha respinto 3 delle richieste.

Così alla fine il conto, oltre a Rossetto, è di cinque persone a cui ieri è stato notificato il divieto di dimora a Chiomonte più altre due che invece hanno l’obbligo di dimora nel comune di residenza. A queste se ne aggiunge una terza che però si trova in vacanza all’estero e che quindi riceverà la notifica solamente al rientro in Italia.

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