Cronaca

Consumi congelati: adesso si risparmia sul cibo e medicine

I consumi degli italiani tengono, ma crescono in maniera pressoché impercettibile e i piemontesi si confermano le “formiche” del Nord. Tagliando su tutto, a partire dalle medicine. Nella nostra regione la spesa media mensile di una famiglia, tra il 2010 e il 2011, è aumentata di appena 21 euro, contro i 35 euro della media nazionale: 2.705 euro a fronte di 2.488 euro. Si è risparmiato iniziando dalle spese sanitarie per finire con l’istruzione, mentre sono aumentati di poco gli acquisti di tabacchi e le spese per la gestione domestica. Di appena 6,43 euro, invece, sono cresciuti i consumi di alimentari e bevande, che erano già tra i capitoli di spesa con le percentuali più basse rispetto al resto del paese. Per mangiare e bere, infatti, si sono spesi 481 euro contro i 477 della media nazionale, che tiene conto di picchi di 489 euro al mese in Campania e in Calabria.

Come ogni anno l’Istat ha analizzato i consumi mensili delle famiglie italiane, facendo registrare al Piemonte un solo record nel 2011: la spesa più alta alla voce “tempo libero e  cultura”: il 5,1% della spesa familiare finisce lì. Circa 137 euro al mese, mentre 83 euro se vanno in medicine e sanità. Lo scorso anno erano 96 su una spesa media di 2.684 euro. Al riparo delle Alpi, rispetto ad una media nazionale che registra in Sardegna, Sicilia e nel resto del Sud indici decisamente più bassi con spese mensili che oscillano tra i 1.637 e i 1.958 euro, i consumi sembrano stagnare. I numeri, guardando a regioni come la Lombardia, il Veneto, l’Emilia Romagna o il Trentino Alto Adige, sono più bassi.

La spesa per i trasporti rappresenta la terza fetta più importante del bilancio mensile di una famiglia piemontese: 403 euro ogni quattro settimane tra veicoli privati e trasporti pubblici. La voce con la percentuale più alta dopo alimentari, bevande e spese per l’abitazione. Per la casa i piemontesi hanno speso in media 743 euro nel 2011 euro, appena 24 in più rispetto alla media nazionale e 30 confrontando i dati con quelli dell’anno precedente. La fotografia della “sporta”, se confrontata con quella nazionale in termini di percentuali, rivela un Piemonte che ha speso di più anche in combustibili ed energia, circa 165 euro al mese per famiglia contro i 129 della media nazionale. Cresce anche la spesa per arredamenti ma se per l’istruzione si sono spesi 32,46 euro al mese, circa 5 euro in più rispetto alla famiglia italiana media, l’anno precedente i piemontesi ne investivano almeno 34 tra scuole e università. Più basse rispetto alla percentuale nazionale anche le spese per le calzature (4,9%) e le comunicazioni (1,8%), prodotti per i quali i piemontesi spendono  rispettivamente 132 euro e 48 euro. Cifre decisamente più basse rispetto a quelle che l’Istat ha registrato in Lombardia, che detiene il record di spesa mensile con 3.033 euro, che dimostrano come la spesa dei piemontesi sia sempre più orientata al risparmio e non sempre del bene superfluo.

 

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