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Montale, Steve Jobs e la crisi per i giovani per la “maturità 2.0”

I ragazzi di oggi guardano ad un domani pieno di speranze perché sono convinti che qualcosa prima o poi cambierà sotto il cielo grigio di un’Italia stretta nella morsa della crisi economica. Lo hanno dimostrato nella prima prova scritta della Maturità più tecnologica dei nostri tempi – tanto che qualcuno ha sospirato «Era ora che arrivasse questo momento!» – che ha avuto inizio ieri. «La scelta del tema socio-economico “I giovani e la crisi” è la dimostrazione che i nostri ragazzi si aspettano un futuro con meno crisi e più lavoro» ha ammesso il direttore generale dell’Ufficio scolastico del Piemonte Francesco De Sanctis che ieri ha fatto visita agli studenti degli Istituti Sella e Boselli.

I maturandi sono entrati in aula alle 8; alle 8.30 ad ogni commissione d’esame è stata consegnata per via telematica la seconda chiave (la prima era stata consegnata nei giorni scorsi e chiusa in cassaforte), e attraverso le due chiavi è seguita l’apertura e la stampa delle prove. Un sistema telematico innovativo per la scuola italiana questo, una vera e propria rivoluzione che ha messo in un cassetto il sistema cartaceo permettendo così di far risparmiare alla scuola italiana 350 milioni di euro.

«Ha funzionato tutto benissimo a dimostrazione che il ministro dell’Istruzione Profumo ha visto bene, era ora che si ragionasse in questo modo! Del resto il sistema informativo era già pronto da tempo» ha puntualizzato il provveditore.
Nessuna fuga di notizia, i tempi di pubblicazione delle tracce sui vari siti web sono stati più lenti rispetto agli anni passati e sulla scelta delle tracce tante le soddisfazioni. «Mi sono piaciute tutte» ha ammesso il provveditore. 

“Avevo 20 anni: non permetterò a nessuno di dire che questa è la più bella età della vita” è la frase del filosofo francese Paul Nizan che è piaciuta alla maggior parte degli studenti. Una “via di fuga” per molti ma solo apparente perché in realtà il tema ha richiesto molto impegno e molto di sé. Molti altri studenti hanno optato per “Le responsabilità della scienza e della tecnologia”: un tema affascinante che ha fatto riflettere sui nuovi orizzonti conquistati dagli uomini.

Di Eugenio Montale è stato proposto ai candidati un brano di prosa tratto da “Ammazzare il tempo”. «Un tema interessante e per niente facile – ha spiegato De Sanctis -, una riflessione sul tempo che va vissuto nel modo migliore, che va consumato bene. Io avrei scelto proprio questo».

Pochi i giovani che si sono cimentati con l’articolo di giornale descrivendo il “Labirinto”. E se il tema storico ha dimostrato come sia importante conservare sempre la memoria di un terribile momento come l’Olocausto («La scuola fa tanto per mantenere viva la memoria sulla storia passata» ha ammesso De Sanctis), il saggio breve di ambito storico-politico sul “Bene comune e bene singolo” ha ottenuto poche preferenze. «Forse – ha ammesso De Sanctis – qualche ragazzo non ha capito l’importanza di questo tema, ma indubbiamente le scelte rappresentano la possibilità per tutti di esprimersi al meglio».
Oggi è richiesta una altra buona dose di impegno perché c’è il secondo scritto: prova di greco al classico, matematica allo scientifico, economia aziendale per i tecnico-commerciali e altre prove specifiche a seconda degli indirizzi.

 

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