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Cronaca

L’Italia ricorda Giovanni Falcone: vent’anni fa la strage di Capaci

Sono passati venti anni da quando intorno alle 18 cinquecento chili di tritolo hanno ridotto in polvere il tratto dell’autostrada A29 che collega l’aeroporto di Punta Raisi a Palermo. Sull’asfalto restano i corpi del giudice Giovanni Falcone, della moglie, Francesca Morvillo, e di tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro. Oggi, vent’anni dopo, Palermo ricorda le vittime della mafia e torna a chiedere quella verità ignorata per troppo tempo.

A oggi sono conosciuti soltanto i nomi degli esecutori materiali della strage: le indagini mirate a scoprire i mandanti ed eventuali intrecci di natura politica non hanno portato a nulla. Ad agire quel giorno, come accertato dai processi, furono almeno cinque uomini, tra cui Pietro Rampulla che confezionò e posizionò l’esplosivo e Giovanni Brusca, la persona che azionò il telecomando al momento del passaggio dell’auto blindata del magistrato.

Ma i colpi di scena, i silenzi e i ricordi sbiaditi sembrano non avere fine. Una storia collegata strettamente a un’altra strage, quella in cui poco meno di due mesi dopo furono uccisi il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta. In quei 57 giorni sarebbe stata avviata la cosiddetta ‘trattativa’ tra lo Stato e la mafia, di cui lo stesso Borsellino sarebbe stato messo al corrente.


Napolitano e Monti a Palermo
Alle cerimonie di commemorazione a Palermo prenderanno parte anche il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, e il premier, Mario Monti. Con loro, all’interno dell’aula bunker dell’Ucciardone, che tradizionalmente ospita il momento istituzionale delle manifestazioni che ogni anno vengono organizzate nel capoluogo siciliano, saranno presenti i ministri della Pubblica Istruzione, Francesco Profumo, delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, e della Giustizia, Paola Severino.

 

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