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Cronaca
Ayrault primo ministro

Hollande nuovo presidente francese: “Voglio aprire nuova strada in Europa”

Il presidente Francois Hollande, nel discorso di investitura all’Eliseo, ha detto di voler “aprire una strada nuova in Europa”. “E’ il momento di intraprendere la transizione energetica”, ha affermato. Il paese ha “bisogno di pacificazione”, di “riconciliazione”, di “riunificazione”, ha aggiunto Hollande sottolineando che il capo dello stato deve consentire che “tutti i francesi vivano insieme senza distinzione”. “Le nostre differenze – ha detto Hollande – non devono diventare divisioni, le nostre diversità discordie. Il paese ha bisogno di pacificazione, di riconciliazione, di riunificazione, il ruolo del presidente della repubblica è di contribuire a questo”. “Misuro oggi stesso il peso delle costrizioni a cui il nostro Paese fa fronte: un debito massiccio, una crescita debole, una disoccupazione elevata, una competitività degradata, un’Europa che fa fatica a uscire dalla crisi”.

 Lo ha affermato il nuovo presidenteHollande è il 7/o presidente della Repubblica francese. Nicolas Sarkozy e Carla Bruni, sorridenti, hanno lasciato l’Eliseo fra gli applausi dopo il passaggio di poteri. Tutto il personale dell’Eliseo, dai diplomatici ai centralinisti, era riunito nel cortile ed ha lungamente applaudito Sarkozy e Carla, che hanno cordialmente salutato Francois Hollande e la compagna Valerie Trierweiler in cima alla gradinata dell’ingresso. Le due premiere dame si sono scambiate anche un sorriso e un bacio, poi Carla e Sarkozy si sono avviati verso l’auto che li ha portati fuori dall’Eliseo.

Il nuovo primo ministro francese sarà Jean-Marc Ayrault, deputato socialista di lungo corso e sindaco di Nantes. Lo ha affermato ai microfoni della radio Rtl Jean-Pierre Joyet, presidente dell’Autorita’ dei mercati finanziari francesi, uomo molto vicino al presidente eletto Francois Hollande. ”Penso che sara’ nominato, si”’ ha affermato Joyet, pressato dalle domande sul tema.

Hollande volerà a Berlino per incontrare Angela Merkel, indebolita dalla sconfitta elettorale ma non certo disposta a cedere facilmente sul Patto di stabilità e sulla politica di rigore.

 

 

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