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«Il Salone del Libro punto di riferimento del sistema cultura»

I carpentieri lavorano febbrilmente per montare gli stand, gli espositori cominciano a preparare libri e materia­li, all’ufficio stampa e in segreteria non ci si ferma un momento perché tutto sia pronto per l’inaugurazione di oggi. Rolando Picchioni si sposta da un punto all’altro del Lingotto: controlla, sovrintende, risponde al telefono. Senza fermarsi un istante, come al solito.
Presidente, 25 anni di Salone: come si vive la vigilia?
«Come sempre, con quella sensazione di “sabato del villa ggio”: ci fa piacere essere operosi, industriosi, speran­zosi di una domenica di festa, di una consacrazione ulteriore del Salone anche ai tempi di questa congiuntura aspra e matrigna».
Congiuntura che prodotto effetti anche sul Salone (come i tagli dei finanziamenti), ma lei l’ha sempre difeso, dicendo di non voler sentire parlare di un “salone in cassa integrazione”.
«Noi cerchiamo sempre di supplire anche nei confronti dell’ente pubblico in pubblico, come oggettivamente in questo momento, con un’offerta che punta sempre al rilancio, con un supplemento di creatività che potrebbe portare anche negli anni prossimi ad un Salone che si faccia capofila delle diverse iniziative espositive culturali che si stanno organizzando e promuovendo in Italia».

 

L’intervista su CronacaQui in edicola il 10 maggio

 

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