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Scambio di accuse Rossignolo-Regione sul caso De Tomaso

 Restano le polemiche e le ac­cuse reciproche. Latitano invece le prospettive per i 1.120 lavora­tori De Tomaso – 980 a Gruglia­sco, 140 a Livorno – che scontano sulla propria pelle una vicenda sempre più amara e confusa. Ieri mattina sono tornati a protestare davanti alla Regione, mentre gli assessori Claudia Porchietto e Massimo Giordano incontrava­no i sindacati. Dal vertice non è emerso granché di nuovo, se non che la Regione sta continuando a vagliare ogni soluzione per usci­re dall’impasse Rossignolo (si ri­parla della Bmw) dopo la richie­sta fatta dalla famiglia di un con­cordato preventivo – per altro «non ancora depositata», fa pre­sente la Fiom – e a tentare il recupero dei 5 milioni stanziati a suo tempo per la ricerca. Lunedì l’assessore Porchietto aveva spiegato che «i tempi saranno quelli necessari per un progetto concreto. I piani che si chiudono in tre settimane, sul modello Rossignolo, abbiamo visto come vanno a finire». La vicenda ritor­nerà probabilmente a Roma, per­ché i sindacati d’intesa con la Regione e con gli enti locali to­scani hanno chiesto un tavolo nazionale di crisi. « L’incon tro conferma che al momento non ci sono soluzioni, anche se pren­diamo atto positivamente dell’impegno della Regione per trovarle» commentano Federico Bellono e Vittorio De Martino della Fiom. « L’intere ssame nto diretto delle istituzioni è estre­mamente positivo. La situazione però, allo stato attuale, non è cambiata ed è drammatica» di­chiara Giuseppe Anfuso della Uilm.

 

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