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Cronaca

Gambizzato dirigente di Ansaldo: “Non si esclude pista terroristica”

 La Procura di Genova non esclude la pista terroristica per l’attentato a Roberto Adinolfi, l’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, gambizzato a Genova. L’attentato poco dopo le 8.15 in via Montello 14, nel quartiere di Marassi, dove il manager abita. Il dirigente, appena uscito dal condominio e in compagnia del figlio di 20 anni, è stato raggiunto al ginocchio destro da uno dei tre colpi sparati da una pistola semiautomatica.

Roberto Adinolfi era atteso in strada dai due uomini che gli hanno sparato. Lo ha detto lui stesso ai cc dei Ros prima di essere portato in ospedale. Il manager ha riferito di essere sceso come ogni mattina, di aver superato a piedi “due tipi strani” fermi su una moto. I due lo hanno superato, uno è sceso e ha sparato. Poi sono fuggiti. Il manager in quel momento era solo, il figlio non era con lui. A soccorrerlo è stato il portinaio di via Montello, Salvatore Sannino, che ha chiamato l’ambulanza.

Adinolfi è stato operato nel reparto di Traumatologia del San Martino dal professor Santolini. Gli è stata ridotta la frattura alla tibia. Le sue condizioni non sono gravi. Secondo i medici, il manager non dovrebbe avere problemi di recupero.

Gli inquirenti stanno vagliando la possibilità che l’attentato al dirigente di Ansaldo nucleare possa essere di matrice anarchica. Nei mesi scorsi sul web era circolato l’appello di alcuni gruppi anarchici “ad alzare il tiro”, “a pensare di passare ad una fase che possa prevedere l’azione armata”.

Il calibro della pistola utilizzata è un 7.62 di fabbricazione est europea. L’arma è una Tokarev, in uso alle forze armate dei Paesi dell’ Est.

Ansaldo Energia e la controllata Ansaldo Nucleare sono sotto choc. La notizia del ferimento dell’ ad Roberto Adinolfi è arrivata inaspettata dai notiziari e nessuno per il momento nella sede di Genova vuole commentarla. I dirigenti sono in attesa di capire. “Siamo tutti sotto shock” commentano gli addetti ai cancelli.

 

 

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