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Cronaca

Attentato a Kabul subito dopo la partenza di Obama: sei morti

Un attentato suicida effettuato con un autobomba ha scosso il centro di Kabul, poco dopo la ripartenza del presidente americano Barack Obama, arrivato martedì sera in visita a sorpresa nella capitale afghana. Lo rende noto la polizia. L’attacco è avvenuto sul Jalalabad road, dove si trovano diverse basi militari straniere. L’ambasciata Usa ha suonato le sirene e ha invitato il suo staff a “mettersi al riparo e lontano dalle finestre”.
Cinque passanti ed un agente di sicurezza sono rimasti uccise nell’attacco suicida. Obiettivo era una pensione solitamente utilizzata da impiegati stranieri dell’Unione europea e delle Nazioni unite. Lo rende noto il ministero dell’Interno afghano. Al momento ancora non è chiaro se l’agente ucciso sia afghano o straniero, precisa il portavoce ministeriale Sediq Sediqqi.

L’attacco è stato rivendicato dai talebani, in risposta al viaggio del presidente Usa e all’accordo raggiunto col presidente afghano Hamid Karzai, sul futuro del Paese: “Oggi un combattente devoto ha condotto con un auto un attacco suicida contro una base militare straniera a Kabul, seguito da altri combattenti che sono entrati nella base, afferma un portavoce talebano in un messaggio inviato alla stampa.

Obama a Kabul: “Dopo la guerra torna la luce”
”Miei cari americani, abbiamo viaggiato un decennio attraverso le nubi scure della guerra. E ora qui, in Afghanistan, nel buio prima dell’alba, possiamo vedere all’orizzonte la luce di un nuovo giorno”. Barack Obama tocca le corde piu’ profonde dell’America, nel suo messaggio alla nazione, dalla base aerea di Bagram, presso Kabul, a un anno esatto da un altro messaggio storico, quello in cui annuncio’ dalla Casa Bianca la morte di Osama Bin Laden. Per dieci minuti, in diretta tv, in prime time, Obama entra nelle case degli americani, quando in Afghanistan e’ notte fonda, in questa giornata molto particolare per la storia recente degli Stati Uniti. Lo fa parlando davanti a un podio, posto davanti a due blindati, con tanto di bandiera sullo sfondo. A sorpresa, il Comandante in capo ha deciso di volare in gran segreto in questo Paese straziato da una guerra eterna, oltre dieci anni, scoppiata all’indomani degli attentati dell’11 settembre. Qui ha appena siglato un importante accordo di partenariato con il presidente afgano Hamid Karzai. Mettendosi alle spalle i problemi e le incomprensioni del passato, Obama ha firmato un testo che certifica l’impegno degli Usa nei dieci anni a venire, quando ci sara’ da costruire le istituzioni democratiche afgane.

Poi il presidente ha parlato a 3200 soldati statunitensi raccolti in un hangar della base aerea, ringraziandoli del loro impegno a favore della pace e della democrazia. Infine, il culmine della giornata, il messaggio alla nazione. Una prosa piana, nessun trionfalismo. Huffington Post si chiede se e’ questo il discorso della vittoria finale, della ”Missione Compiuta”. Ma il premio Nobel per la Pace, l’uomo che riesce a far cessare le due guerre avviate dal suo successore, sa che la lotta per la stabilizzazione del mondo e’ ancora lunga e faticosa. ”So che molta gente e’ stanca della guerra, ma dobbiamo finire il lavoro iniziato. Battere Al Qaida e’ un obiettivo alla nostra portata”. Tuttavia, malgrado la prudenza, il presidente non rinuncia a lanciare un messaggio di speranza e di unita’ nazionale, e ancora una volta apre ai Talebani, se staranno al gioco e lasceranno la guerra armata. Nei giorni scorsi, Obama e’ stato accusato di aver strumentalizzato per ragioni elettorali l’anniversario della morte dello sceicco del terrore. E’ chiaro da tempo che l’imquilino della Casa Bianca tenta di spostare l’asse del dibattito politico dall’economia ancora zoppicante ai successi contro il terrorismo.

E oggi Obama si puo’ dire soddisfatto: mentre il suo avversario, Mitt Romney, portava la pizza ai pompieri di New York, assieme all’ex sindaco della Grande Mela, Rudy Giuliani, lui volava sull’AirforceOne alla volta di Kabul. Cosi’ oggi il suo exploit, si conclude in tv, con un ricordo alle vittime delle Torri Gemelle: ”Dopo un decennio di guerre all’estero e di crisi economiche a casa nostra, e’ tempo di rilanciare l’America, un paese dove i nostri figli possono vivere senza paura e noi possiamo realizzare i loro sogni. Riprendiamoci l’America. Un Paese unito dalla grinta e dalla voglia di farcela, dove la luce torna a brillare tra le nuovi torri di Manhattan. Costruiamo il nostri futuro, uniti, come un solo popolo, una sola nazione. La’ e’ dove e’ iniziata la guerra in Afghanistan, e quello e’ il posto in cui finira”’.

 

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