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L’Imu terrorizza i torinesi: “Monti ci manda in rovina”

Quando il ministro del La­voro Elsa Fornero aveva pian­to le sue lacrime davanti agli italiani e a fatica riuscì a pro­nunciare la parola “sacrifi­cio”, a molti erano corsi i brivi­di lungo la schiena. Per ciò che quelle lacrime lasciavano pre­sagire. Per ciò di cui si stanno accorgendo madri e padri di famiglia, giovani, lavoratori, commercianti, single e liberi professionisti che la crisi la vivono ogni giorno dietro ai banchi del mercato, nelle bot­teghe, in ufficio. E pure quan­do arrivano a casa e le tasse sono tutte lì, carta dopo carta. Da pagare. Un dovere – che oggi in tanti definiscono «fin troppo pesante» – da sottrarre allo stipendio (un diritto) di un mese di lavoro.
Gli effetti di quel pianto sono evidenti: rabbia e sgomento che convivono con la gente che lavora (quella che un posto ce l’ha ancora), che si alza al mattino presto, che lascia a scuola o all’asilo i bambini, che prende la macchina («al­trimenti ritarda e poi chi lo sente il capo») per raggiungere l’ufficio o per aprire il suo negozio. Che si reca in fabbrica ma ci va in bus perché la benzi­na costa troppo.
L’Imu fa più paura perché tra poco si toccherà con mano. Sta attendendo al varco tutti, con assottigliamento dei portafo­gli, già prosciugati dagli inizi della crisi economica. Nessu­no è escluso. «Nemmeno chi la casa di proprietà non ce l’ha ma paga l’affitto come me» spiega Deborah, commessa di un negozio. «Sì, perché anche l’affitto subirà un rialzo per colpa dell’Imu. La casa è un diritto, non dovrebbe essere tassata». Eppure. «Ho un affit­to di 800 euro al mese, un bimbo che va all’asilo, le spese di luce, gas, benzina e assicu­razione auto e tanto altro ­continua la donna -. Io e mio marito già prima non facevano grandi cose, oggi stiamo rinun­ciando ad uscire la sera, a com­prarci vestiti perché conta la serenità di nostro figlio che speriamo possa almeno vedere uno spicchio di mare que­st’estate» . Franco, dietro ai suoi occhiali, racconta che con la sua magra pensione dovrà pagare l’Imu anche per la nuo­va casa che ha acquistato in Meridione con i sacrifici di una vita. «È già difficile cam­pare così, ora sarà peggio».

 

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