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Fornero sotto esame dei lavoratori Alenia: applausi dopo i fischi

L’assemblea sulla riforma del mercato del lavoro all’Alenia si conclude con gli applausi degli operai a Elsa Fornero. Applausi rivolti ad un ministro che ha avuto il merito di confrontarsi e di ascoltare, di «metterci la faccia». Ma che però, alla fine, non ha convinto. È stato un dibattito «vero», commenta all’uscita Giorgio Airaudo, «in cui i lavoratori han­no spesso interrotto il ministro mentre parlava e in cui lei non si è sottratta alle domande». Le posizio­ni, però, sono rimaste distanti. E il leader della Fiom continua a sostenere che sia arrivato il mo­mento di «andare allo sciopero generale e bloccare il Paese perché c’è uno squilibrio enorme tra le cose che vengono imposte ai lavoratori e un’equità che non è mai iniziata con questo governo».
Governo che, dal canto suo, è intenzionato a tirare dritto. E in tempi rapidi, come ha annunciato lo stesso ministro Fornero durante l’assemblea: «La­vorerò in Parlamento da oggi pomeriggio perché la riforma venga approvata in tempi brevi – ha detto ­. Noi vogliamo che si punti sulla conciliazione e che il processo del lavoratore duri meno». Il mini­stro ha sostenuto che «la riforma si propone di guardare al futuro del Paese e di restituirgli il futuro per fargli mettere in moto l’economia, per fare in modo che ci sia più lavoro per i giovani, tutele per tutti e non limitate a pochi. Non è la riforma perfetta – ha ammesso Fornero – lo sappiamo. Ma per noi è quella giusta». Di parere contrario, i lavoratori, che hanno accompagnato alcuni passaggi dell’inter – vento del ministro sull’articolo 18 con i fischi.
Una delle questioni su cui i lavoratori dell’Alenia hanno più insistito è quella degli esodati, che nel gruppo interessa tra i mille e i 1.500 dipendenti. «Il ministro – ha riferito Giorgio Airaudo al termine dell’incontro – ha detto di aver convocato i sindaca­ti per cercare una soluzione. Ha anche detto di avere delle proposte da fare e che il problema è quello delle risorse, ma per i lavoratori devono valere le regole che c’erano quando l’accordo è stato fatto».
Durante l’assemblea, davanti all’ingresso di Caselle Sud, si è tenuto il presidio di Fim, Fismic, Ugl e Quadri, che hanno protestato contro la decisione del ministro di accogliere l’invito della Fiom di partecipare all’incontro. Qualche operaio ha mani­festato con il cappio al collo. Altri hanno appeso alcuni striscioni con cui invitavano il ministro a «prendere ripetizioni sul lavoro». Davanti all’Ale ­nia, anche una delegazione di lavoratori Agile ex Eutelia, con il volto coperto da una maschera bian­ca. «Siamo di nuovo senza stipendio – hanno detto – perché aspettiamo che il ministro sblocchi la cassa integrazione». Il ministro, a fine assemblea, ha deciso di incontrare anche loro. Poi, prima di andarsene, una stretta di mano con un operaio Alenia. «Sono Michele – aveva detto lui – ho 32 anni e non ho un futuro. Quando l’ho vista piangere in tv ho pensato che finalmente c’era qualcuno diverso. Non mi faccia ricredere».

 

 

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