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Un 13enne su 4 usa psicofarmaci: «La crisi aumenta la depressione»

Sempre più italiani fuggono dai problemi quoti­diani ingerendo psicofarmaci e antidepressivi, spesso senza chiedere l’aiuto del medico curante ma seguendo la pratica del “fai da te”. Il numero di chi assume psicofarmaci e antidepressivi è qua­druplicato in dieci anni in Italia. Il Piemonte si piazza ai livelli più alti tra le regioni del Nord, e i risultati preliminari di uno studio condotto dal Dipartimento di salute pubblica dell’Università di Torino hanno evidenziato che il fenomeno riguar­da anche i giovani: il 25% dei ragazzini torinesi di 13 anni che frequentano le scuole medie ha assun­to psicofarmaci almeno una volta nella vita. «Si tratta di risultati preliminari di uno studio ancora in corso» ha tenuto a precisare Roberta Siliquini, ordinario di Igiene all’Università di Torino che ha seguito la ricerca.
L’allarme è notevole, quindi. Su 100 persone quasi quattro assumono psicofarmaci, secondo i dati. «Se nel 2000 il problema riguardava l’8 per mille della popolazione, oggi riguarda il 35-36 per mille. Il dato però è sottostimato perché – ammette Sili­quini -: non tiene conto sia di coloro che richiedo­no il farmaco a specialisti privati presso cui sono in cura, sia di coloro che acquistano i farmaci sul web». Le ragioni della corsa agli psicofarmaci? «La crisi attuale purtroppo sta aumentando i casi di depressione – prosegue la professoressa -; si ag­giunge la pratica del “fai dai te”».

 

Tutti i particolari su CronacaQui in edicola il 24 aprile

 

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